Da imparare: cuckold, upskirt, POV, milf. La pornografia via web offre occasioni di vera cultrura, probabilmente la vera cultura popolare moderna. Ciò che un tempo erano gli oratori sono sostituiti, appunto, dalla rete. Mi ricordo, tanto tempo fa, che la cultura pop consisteva nel credere che farsi le seghe facesse diventare ciechi ed inotre togliesse forza e combattività. Poi c'era tutta la sub cultura maschile, cui io ho ampiamente tratto, che statuiva che le donne non avessero veri appetiti erotici, ma che contemporaneamente fossero tutte delle gran troie. Una posizione come minimo ambivalente, se non confusa. Le donne avrebbero duvuto mirare all'ammore, ai figli, oppure all'affetto plutonico. D'altra parte si pensava che una "vera" donna, sciolti alcuni vincoli, fosse capace di tutto, tipo sedurre un adolescente, o meglio una piccola gang, per farsi delle prestazioni inenarrabili.
Ma la diffusione del dato era minima: pornografia quasi assente o appena abbozzata, compagnie molto rigide, rapporti sessuali scarsissimi. L'invasione del web ha creato la nuova cultura, di cui direi che l'epigone è il bravissimo Quentin Tarantino, oltre a Rocco Siffredi. Ormai i pornodivi sono ambitissimi nei salotti (quanto poco interessanti nei filmati). Molto meglio i filmatini artigianali di tutto il mondo, che riempiono You Porn, l'enciclopedia non solo sessuale, ma dei costumi occidentali.