27/04/2009
Un orto di 12 metri quadrati
26/04/2009
Da tempo non guardo più la TV. Direi da circa 7 anni. Leggo poco anche i giornali, esclusivamente on-line. Me ne sbatto in modo assoluto di calcio e sport.
Leggo libri, guardo roba pornografica. Conosco un po', ma non molto, di stampa alternativa.
E' abbastanza facile constatare come tutta l'informazione è strettamente controllata. D'altra parte non potrebbe essere diversamente. Chi compra giornali in perdita non lo fa per amore della cultura. Chi si scanna per il controllo della RAI non lo fa solo per piazzare troie.
E' pure vero che esiste la rete, come dice il Grillo, ed è pure vero che nessuno può convincere tutti che un ciuco vola. Rimarrà sempre una minoranza di disadattati, ribelli o bizzarri che rimane fuori. Ma per gli altri i giochi sono già fatti. E' pure vero che non si tratta di novità. Il controllo esiste da sempre. E' solo cambiato il modo e la scientificità del metodo.
Leggere un po' di Economia è utile. Non per investire meglio i propri risparmi (per quello è tempo perso), ma per poter verificare la malafede dei giornalisti oppure la loro totale incapacità.
21/04/2009
Quando studiavo psichiatria io, tanti anni fa, si leggeva che c'erano sintomi o segni tipici delle malattie psichiatriche, almeno quelle gravi, le psicosi in genere, e la schizofrenia in particolare.
Tali sintomi, effettivamente assai insoliti, sono detti sintomi schneideriani di I rango, da un tal Schneider, psichiatra tedesco della scuola di Heidelberg, che li descrisse nel dopoguerra in un famoso libriccino, psicopatologia clinica, tradotto in Italiano molti anni dopo da Bruno Callieri. Per esempio: udire voci che commentano i propri gesti o i propri pensieri oppure voci che parlano a noi in terza persona sono sintomi di primo rango. Non capitano a tutti i tutti i giorni. Ne derivava la teoria, molto importante, che chiunque riferisse con chiarezza di udire voci che si rivolgevano a lui in terza persona ("E' una gran troia, è un finocchio") fosse affetto da schizofrenia, anche se poi il significato di tali sintomi rimaneva oscuro, se non aveva un disturbo organico conclamato. C'era il cosiddetto principio gerarchico. Schneider non fece mai il ricercatore nel senso moderno del termine. Vedeva molti pazienti e scrisse semplicemente (e brevemente) ciò che lui pensava: quando io vedo un soggetto che chiaramente mostra sintomi di primo rango, in assenza di disturbi organici, allora, in tutta umilità (cosi si esprimeva la grandezza dell'uomo) io parlo di schizofrenia.
Gli hanno creduto tutti, americani compresi. Ed aveva assolutamente torto.
Successivamente si è appurato che tali sintomi non sono patognomonici di schizofrenia, in quanto in tutte le psicosi, di tutti i tipi, possono verificarsi.
Ancora successivamente si appurato che fenomeni simili, anche se magari meno chiari e netti, ed in modo incostante, si possono verificare in quasi tutti i soggetti, compresi quelli perfettamente (apparentemente) sani.
Questo per dire che il confine fra sanità e malattia, discutibilissimo ed opinabile in psichiatria, si è ulteriormente reso flebile ed opaco. Ci sono fenomeni che tramutano, cambiano e si trasformano, più o meno velocemente, in altri. In alcuni casi gli esiti sono palesemente disastrosi.
Parlare oggi di schizofrenia non significa quasi più nulla.
20/04/2009
vero ammore
(In Napoli where love is King, when boy meets girl, here's what they say)
When the moon hits your eye like a big-a pizza pie
That's amore
When the world seems to shine like you've had too much wine
That's amore
Bells'll ring ting-a-ling-a-ling, ting-a-ling-a-ling
And you'll sing \"Vita bella\"
Hearts'll play tippi-tippi-tay, tippi-tippi-tay
Like a gay tarantella
When the stars make you drool joost-a like pasta fazool
That's amore
When you dance down the street with a cloud at your feet, you're in love
When you walk in a dream but you know you're not dreamin', signore
'scusa me, but you see, back in old Napoli, that's amore
19/04/2009
Ho letto da qualche parte che il numero dei termini per definire qualcosa di bello, buono, positivo o felice è circa un quarto dei termini per definire qualcosa di brutto, cattivo, negativo o infelice, e questo in tutte le lingue esistenti.
Il numero degli episodi depressivi è circa quattro volte maggiore degli episodi maniacali nell'ambito di un comune disturbo bipolare, in media.
Personalente credo che vi siano circa 4 mesi cattivi ogni mese buono oppure 4 giorni negativi ogni giorno sereno o anche 4 ore cupe ogni ora felice. In questo appare l'aspetto di un frattale.
Il motivo sta nel fatto che il nostro cervello è costituito per avvisarci e notare le cose pericolose e negative, mentre trascura, ignora le cose positive, specialmente se attese.
Quindi i cicli che avvengono sono apparentemente sbilenchi. Ma è solo apparenza: i cicli sono abbastanza ben costruiti, anche se non regolarissimi, ma noi li osserviamo in modo deforme.
17/04/2009
15/04/2009
Il mondo funziona a cicli. Non solo le mestruazioni.
I cicli sono modificati dal mondo, ma hanno anche un andamento interno, autoctono. Come le mestruazioni.
Un neurone a riposo continua a sparare delle raffiche di impulsi, se viene stimolato aumenta, se viene inibito diminuisce.
Così anche il peso ha un andamento ciclico. Ci sono fasi ingrassanti e fasi dimagrenti. Se siamo in fase ingrassante basterà il minimo per aumentare peso, mentre in fase dimagrente lo stesso peso si riduce senza sforzo, anche proseguendo a mangiare lo stesso. Chiunque faccia attenzione al proprio corpo noterà che esiste una inerzia nelle diete. Prima di iniziare a dimagrire c'è un periodo di rodaggio e dopo aver finito, si continua a dimagrire ancora un po'. E' un ciclo.
In linea di massima conviene non opporsi. Don't fight the market, dicono i sassoni-angli.
Gli stessi cicli, ovviamente, si ripetono, a frequenza diversa, su tutto.
14/04/2009
Si può ancora avere fiducia nella ragione, nella scienza, nella logica dopo che avevano previsto pioggia per Pasqua?
E si può avere ancora fiducia nella ragione, nella scienza, nella logica dopo Hitler, Stalin e Berlusconi? Dopo la crisi finanziaria che nessuno aveva predetto?
Sinceramente: io penso di no. E' vero che si tratta di un pendolo che oscilla fra i due poli, ma tutto sommato mi pare di poter dire che un certo scetticismo è giustificato.
10/04/2009
Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.
Rilassati!
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.
Questo è il monologo dei titoli di coda di "the big kahuna". Una voce, quella di Danny De Vito nell'otiginale, lo declama. E' affascinante, quasi commovente. Un inno alla giovinezza? Forse un inno gentile alla vita? Non lo so.
Certo ci propone il "gusto pieno della vita", come diceva una famosa pubblicità. Fai questo, non fare quest'altro. Illuditi.
Ci sono situazioni melanconiche in cui avverti dolorosamente che non avverti nulla col tupo proprio, prezioso corpo. E tuttavia è vero: canta, balla, lavati i denti, prendi molto calcio, ti farà bene. Si chiama mindfucking (ingannare o fregare la propria mente).
Oppure svuota la mente, concentrati sull'attimo presente, sul tuo respiro, sul nulla. Tutto è pura illusione. E' il mindfulness (consapevolezza, meditazione).
Ci sono anche situazioni in cui avverti, non dolorosamente, ciò che, in quel momento, non hai: le preziose illusioni. Non sperare che la tua squadra del cuore vinca, che il pero fiorisca, che arrivi la promozione o una bella eredità, e tante altre cose che, senza dubbio, sono pure illusioni, effimere cazzate.
E' bello avere illusioni, io voglio averne, anche le più bislacche.
09/04/2009
siamo contenti?
JULES
How you boys doin'?
No answer.
JULES
(to Brett)
Am I trippin', or did I just ask
you a question.
BRETT
We're doin' okay.
As Jules and Brett talk, Vincent moves behind the young Guys.
JULES
Do you know who we are?
Brett shakes his head: "No."
JULES
We're associates of your business
partner Marsellus Wallace, you
remember your business partner
dont'ya?
No answer.
JULES
(to Brett)
Now I'm gonna take a wild guess
here: you're Brett, right?
BRETT
I'm Brett.
JULES
I thought so. Well, you remember
your business partner Marsellus
Wallace, dont'ya Brett?
BRETT
I remember him.
JULES
Good for you. Looks like me and
Vincent caught you at breakfast,
sorry 'bout that. What'cha eatin'?
BRETT
Hamburgers.
JULES
Hamburgers. The cornerstone of any
nutritious breakfast. What kinda
hamburgers?
BRETT
Cheeseburgers.
JULES
No, I mean where did you get'em?
MacDonald's, Wendy's, Jack-in-the-
Box, where?
BRETT
Big Kahuna Burger.
JULES
Big Kahuna Burger. That's that
Hawaiian burger joint. I heard
they got some tasty burgers. I
ain't never had one myself, how are
they?
BRETT
They're good.
JULES
Mind if I try one of yours?
BRETT
No.
JULES
Yours is this one, right?
BRETT
Yeah.
Jules grabs the burger and take a bite of it.
JULES
Uuummmm, that's a tasty burger.
(to Vincent)
Vince, you ever try a Big Kahuna
Burger?
VINCENT
No.
Jules holds out the Big Kahuna.
JULES
You wanna bite, they're real good.
VINCENT
I ain't hungry.
JULES
Well, if you like hamburgers give
'em a try sometime. Me, I can't
usually eat 'em 'cause my
girlfriend's a vegetarian. Which
more or less makes me a vegetarian,
but I sure love the taste of a good
burger.
(to Brett)
You know what they call a Quarter
Pounder with Cheese in France?
BRETT
No.
JULES
Tell 'em, Vincent.
VINCENT
Royale with Cheese.
JULES
Royale with Cheese, you know why
they call it that?
BRETT
Because of the metric system?
JULES
Check out the big brain on Brett.
You'a smart motherfucker, that's
right. The metric system.
(he points to a fast
food drink cup)
What's in this?
BRETT
Sprite.
JULES
Sprite, good, mind if I have some
of your tasty beverage to wash this
down with?
BRETT
Sure.
Jules grabs the cup and takes a sip.
JULES
Uuuuummmm, hit's the spot!
(to Roger)
You, Flock of Seagulls, you know
what we're here for?
Roger nods his head: "Yes."
JULES
Then why don't you tell my boy here
Vince, where you got the shit hid.
MARVIN
It's under the be --
JULES
-- I don't remember askin' you a
goddamn thing.
(to Roger)
You were sayin'?
ROGER
It's under the bed.
Vincent moves to the bed, reaches underneath it, pulling out a
black snap briefcase.
VINCENT
Got it.
Vincent flips the two locks, opening the case. We can't see
what's inside, but a small glow emits from the case. Vincent
just stares at it, transfixed.
JULES
We happy?
No answer from the transfixed Vincent.
JULES
Vincent!
Vincent looks up at Jules.
JULES
We happy?
Closing the case.
VINCENT
We're happy.
07/04/2009
bell'uomo

Non è un bel momento, come per il 75 % della mia vita. Passo generalmente uno o due mesi bene e tre o sei mesi di pessimo umore, m'impasticco, faccio troiai e divento ancora più palloso, noioso ed insopportabile.
Io stesso non mi sopporto e mi evito. Cerco di starmi alla larga.
Ora non faccio praticamente nulla, tranne drogarmi leggermente.
06/04/2009
02/04/2009
E poi francamente la supponenza dei colleghi della psichiatria rispetto a cose che spesso nemmeno lontanamente conoscono e dalle quali si tengono lontani come si trattasse di peste è veramente vergognoso, in specie in alcuni MOM, e tu sai cosa intendo, fiorentini.
Disponibile al contraddittorio.
Il Sertologo
Stamattina ero al SerT di Piazza del Carmine, dove incontravo Colleghi ed una famiglia. I miei rapprti col personale del SerT credo siano ottimi e condivido appieno il fatto che i nostri serrvizi psichiatrici molto spesso facciano cacare.
La mia critica è questa: dopo vent'anni mi pare si sia capito che un certo modello funziona male, allora, nei limiti del possibile, cambiamolo.
Perchè, almeno a Firenze, non ci sono strutture residenziali gestite dal pubblico?
C'è molta, troppa ideologia.
Nessuno è mai riuscito a capire perchè vi debbano essere in Toscana 0.6 posti letto ogni 10.000 abitanti (e non 1 come in tutto il resto d'Italia) e non 0.5 o 0.69564238. Perchè?
E tralascio lo scandaloso comportamento della dirigenza ex comunista in atto da 4 anni, tale da far sì che io, alle amministrativa, NON voterò più per un qualsiasi candidato della sinistra (Matteino Renzi compreso).
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Cucimi una storia addosso
Un'altra non la mia
che mi stia bene però
pur non raccontando di me
che mi calzi a pennello
e mi reinventi
che mi stupisca io stessa di come sarei potuta essere
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Disponibile al contraddittorio.
Il Sertologo