28/02/2009
Protestano i lavoratori Fiat di Pomigliano, si confrontano con i lavoratori Fiat della Polonia, i quali guadagnano più o meno la metà. Che cosa succederà? Si chiedono misure protezionistiche (ti do' gli aiuti statali, ma solo se non licenzi, quindi se produci a costi maggiori di quelli possibili). Si tratta di una manovra assolutamente anti-liberale.
All'inizio del novecento vi erano centinaia di migliaia di stallieri, maniscalchi, vetturini, sellai. Nel giro di pochi decenni sono del tutto scomparsi, travolti dal nuovo, più moderno mezzo di locomozione, l'automobile. Anch'essi avrebbero potuto dire: abbiamo diritto di lavorare, lasciateci i nostri cavalli. Invece si sono trasformati in stilisti di moda, come Gucci, oppure sono semplicemente falliti.
Ci hanno abituato a pensare che il mercato sia più potente di qualsiasi altra struttura umana e certamente più potente di qualsiasi uomo.
25/02/2009
23/02/2009
Vado per 3 giorni a Bolzano, ingrassato come un maiale.
La discussione con Lillà è stata bella e tutto questo per MERITO di Lillà. E' bello trovare persone intelligenti e preparate che la pensano diversamente da te, è un dono di Dio, anche se non esiste. Anche per la Spezzaincantesimi vale la stessa cosa, e Lei lo sa. Mi piacciono le persone che NON la pensano come me.
Io poi non credo che siamo in tempi paragonabili a quelli di Mussolini, Hitler, Franco o Pinochet. Sarebbe tornare indietro nel passato, e non è possibile. Credo invece che si stiano fortemente stringendo i cordoni della libertà con mezzi assai più moderni, e meno appariscenti, e forse anche meno dolorosi. A ciò debbo aggiungere una forte antipatia personale per il personaggio Berlusconi, veramente di una volgarità rivoltante. Quest'ultimo fatto però è meramente estetico.
21/02/2009
Però un' osservazione la voglio fare, partendo proprio da quello che hai scritto sulle intercettazioni.
Ma chi ha mai detto che le intercettazioni saranno cancellate?
Questa è una delle mille strumentalizzazioni di cui vengono fatte oggetto le decisioni del governo.
Sono settimane che si sente dire che verranno abolite e sono settimane che io leggo nelle dichiarazioni di Maroni, che le investigazioni contro la criminalità organizzata potranno utilizzare tutti gli strumenti oggi a disposizione!!
Se l' italiano ha ancora un senso, io mi fermo qui.
20/02/2009
Di Pietro non è male, ma mi pare troppo rigido, troppo onesto, troppo "primo della classe".
Gli italiani sanno, senza eccezione, di essere disonesti nell'anima (tutti sono evasori fiscali e i pochi che non lo sono sognano di esserlo), pertanto amano i disonesti (ma senza esagerare) che li proteggano dai piccolissimi disonesti (i rapinatori, gli scippatori, gli strupratrori, i pedofili malvagi). Che la disonestà sia perdonata non può fare che piacere...
Che tristezza ...
Siamo già in un periodo che, a posteriori, sarà considerato uno dittatura.
Abbiamo un nemico molto potente, nettamente più forte di noi. E abbiamo un periodo di crisi economica, che sarà guidata, almeno qui in Italia, dagli scherani del Duce. Non possiamo quindi fare nessun credito a giornali e TV, tutti strettamente e rigidamente controllati.
In un periodo del genere, dove si è piccola minoranza, occorre affidarsi ad un leader molto cattivo. Deve essere in grado di operare in regime di guerra, con ogni mezzo, senza scrupoli.
Che tristezza ...
18/02/2009
Veltroni si è dimesso. Ha fatto bene.
Veltroni credeva di far politica come ai vecchi tempi e comunque con "signorilità", come una certa corrente di pensiero sosteneva (e sottolineo il passato remoto). Essere equilibrati, gentili, ben educati, non demonizzare in alcun modo l'avversario. Si è visto che questo modo è sbagliato e dunque è bene che Veltroni vada a casa sua. E ci resti.
Qui invece occorrono persone dure e cattive, per nulla gentili e ben educate. Si tratta di combattere, non di discutere. Perchè questo non è un gioco fra pari, è una battaglia. E Berlusconi gioca sporco, bara, mente, inquina, corrompe. Far finta di nulla non serve.
17/02/2009
Io non credo che i simpatizzanti per il Berlusca-merda siano ingenui. Sanno benissimo che il Berlusca-merda è un imbroglione, furgante, corruttore, ladro, bugiardo, stronzo. Lo sanno e ne sono lieti. Nel loro piccolo, in un'immagine che viene rappresentata dai film di Totò ed Alberto Sordi, ne sono lieti. L'avere un leader ladro, ma forte è per loro motivo di intima soddisfazione; vuol dire che anche lioro, nel loro piccolissimo, nelle loro miserabili truffe di quartierino, di condominio, di ufficio, avevano ragione, che il più forte (il più forte!) ha finalmente ragione. Abbasso tutti i ragionamenti, tutte le inutili seghe mentali, e viva finalmente la forza del più forte! Viva la fica da usare per quel che vale.
VIVA LA FICA DELLE STRONZE
Vado a lavorare cotto come un abbacchio.
16/02/2009
Sono malato. Ma senza febbre. Stavo malissimo e son tornato a casa, mi son provato la febbre, ma si è rotto il termometro. Ho preso 3 bustine di Aulin e mi sono addormentato. Domattina devo essere al lavoro.
Matteo Renzi ha vinto le primarie del PD. Dice Mario Iannucci che è un bene perchè lui può "sparigliare". Non so cosa voglia dire e non conosco Matteo Renzi. Io però non ho nessuna fiducia, tranne che nella crisi economica, mi auguro sempre più dura e lunga.
Il mio umore permane basso, ma non drammatico. Come la febbre: sto male, ma non mi viene. E il termometro si è rotto. Continuerò ad andare dallo psicoterapeuta semplice ....
11/02/2009
Chi lo sa se capita a tutti... Mi viene voglia di avere qualcosa di cui lamentarmi veramente e non dover subire quest'angoscia senza motivo.
08/02/2009
Mi sono spesso stupito che il Berlusca abbia mantenuto, in tutti questi anni, un profilo apparentemente democratico. Mi sono sempre risposto che oggi non è più necessaria, ne' utile una dittatura nei fatti, essendo più che sufficiente una dittatura mediatica. In effetti questi italiani così imbecilli che vediamo non necessitano di essere "guidati" da un capo, basta la TV. Ora invece il Berlusca ha voluto fare il grande passo. Alea jacta est. Si vede che l'ambizione dell'uomo è senza limiti e vuol giustamente marcare i libri di storia.
Forse ci aspetta una dittatura non solo mediatica, tesa a rendere la gente solamente stupida, ma una dittatura all'antica maniera.
07/02/2009
Pare che ci sia una specie di meccanismo inconscio del nostro cervello tale che occupiamo tutto lo spazio possibile fino ad incontrare uno stop. Pare.
In tutta la mia lunga vita ho sempre sofferto della spiacevole sensazione di essere debole.
Essere debole è sentirsi debole, è una percezione, ma è una cosa assolutamente reale.
Tale debolezza non ha nulla a che fare con l'istruzione, i soldi, la sicurezza economica e simili parametri.
Essere deboli significa essere spiacevolmente consapevoli, sensibili alle intrusioni degli altri verso e dentro di te. Questi altri generalmente non hanno intenti malvagi, non hanno l'intenzione di fare del male. Ma lo fanno lo stesso. Non possono fare altrimenti.
Se non ti ribelli, se non operi uno stop, se non fermi violentemente questi altri, essi ti invadono. Lo fanno magari con tanto amore, ma ti fanno male.
Ecco perchè vado dallo psicoterapeuta semplice.
06/02/2009
farmacipsico
In generale l'industria cerca di dimostrare che i suoi farmaci sono molto specifici, sono "cuciti addosso" (tailored) su alcuni specifici casi. Ciò perchè la concorrenza è spietata e bisogna scavarsi una nicchia. I clinici spesso colludono con quest'idea, la quale, almeno nella maggior parte dei casi, risulta non provata. Si tratta quindi di una non evidence based medicine. Il che non significa che si tratti di una cattiva medicina.
Il clinico, come sa chiunque abbia frequentato uno di questi luminari in sede privata, ritiene di aver fatto "scoperte" sui comuni farmaci, in base alla sua esperienza. C'è chi ritiene che l'aripiprazolo sia particolarmente efficace nei deliri sistematizzati, chi crede che la quetiapina sia un potente antidepressivo, chi scommette che la clozapina è il miglior stabilizzatore del tono dell'umore, e così via. Si tratta, come si vede, dei farmaci antipsicotici atipici o di seconda generazione, i farmaci più costosi e dunque più interessanti per l'industria. In realtà nessuno ha mai dimostrato che un farmaco sia realmente e nettamente più efficace di un altro, mentre sono molto diversi gli effetti secondari e collaterali.
In passato si è cercato di fare la stessa cosa con gli antidepressivi triciclici, quelli vecchi, che oggi non si usano più, tranne forse la clorimipramina (cioè l'Anafranil). Tuttavia nessuno è riuscito a stabilire nulla di preciso. Si è cercato poi, sino ad oggi, di stabilire una specie di rozzo antibiogramma per gli antidepressivi di seconda generazione, gli SSRI, SNRI, la reboxetina, il bupropione ed altri. Essendo la ricerca in corso (è uscita una bella review su Lancet di gennaio, scritta da italiani) è bene non dare risultati precisi. Tuttavia pare che non vi siano reali e notevoli differenze, almeno per ciò che concerne l'efficacia o, meglio, l'effectiveness. Quello che cambia, e di molto, sono gli effetti collaterali.
Possiamo dire quindi, in maniera semplice, che all'interno di una stessa classe di farmaci (antipsicotici tipici o atipici, antdepressivi di prima o seconda generazione) non vi sono differenze di potenza. Quindi, per estensione, possiamo dire che la potenza farmacologica è rimasta sostanzialmente invariata dagli anni '60 ad oggi. I farmaci di oggi però sono molto, molto, molto più tollerabili e vari, e non è affatto poco.
Se andate da uno specialista privato è facile che vediate ricette molto complesse, fatte di 3 o 4 farmaci diversi, a dosaggi complessi ad orari improbabili. Si tratta di un mero effetto scenico. Che però funziona. Un po' funziona fidando sulla credulità popolare (e questo è un elemento fortissimo, su cui contare sempre), un po' perchè non capendo bene cosa succeda nel cervello e perchè, talora dei guazzabugli di farmaci sono meglio di una ragionata terapia.
02/02/2009
E' un po' che ho idee in testa, ma poi non scrivo (quasi) nulla. Strano, dato che ho sempre avuto la penna facile. Ma è inverno ed io sono in fase down.
La riflessione di oggi riguarda forse una delle pochissime cose che riesce ancora ad interessarmi un pochino, e cioè la psichiatria. Come ho scritto in più occasioni, chi "vede" costantemente pazienti psichiatrici gravi, come me, nota semplicemente come vi sia di tutto. Ogni tipo di classificazione, di nosografia, di nosologia si rivela sempre riduttiva. D'altra parte è impossibile non comunicare e qualche nome lo dobbiamo pure dare.
Il concetto di disturbo bipolare o malattia maniaco-depressiva, per esempio, è divenuto dimensionale, cosicchè si può dire effettivamente che (quasi) tutti siamo un po' bipolari. O molto bipolari. I molto bipolari sono i veri pazienti bipolari, che non sono poi moltissimi (forse il 1.5 % della popolazione. Ci sono poi i bipolari II (che saranno forse il 2 o il 3 % della popolazione), i ciclotimici, i bipolari III. I bipolari III sono coloro che fanno un episodio depressivo (e chi non fa, nella vita, un episodio depressivo?) e che hanno un familiare di primo grado (parents, sibling and children) con un disturbo bipolare. In questa dimensione, all'altro capo non ci sono i sani che pure qualche sbalzo di umore o fase ce l'hanno (come me), ma invece gli schizofrenici cronici, quelli anaffettivi.
D'altra parte il concetto proprio di schizofrenia sta facendo acqua da tutti i porri ed è da ritenere che nel prossimo DSM V ci sarà una profonda revisione. Si capisce bene che l'idea stessa di schizofrenia è in crisi, ma non si capisce invece come sostituirla.
Interessante un recente studio apparso su Lancet che dimostra come la schizofrenia ed il disturbo bipolare abbiano una genetica parzialmente uguale così che in una stessa famiglia si possono trovare sia pazienti schizofrenici che bipolari. E' una osservazione però che, per chi "vede" pazienti, è abbastanza ovvia. Da rilevare che queste due gravi malattie (che in pratica costituiscono tutta la psichiatria "hard") sono ereditabili per circa il 60 % della varianza.
Ciò che si "vede" è questo: a - ci sono alcuni pazienti che hanno l'aspetto classico della schizofrenia, nelle sue due varianti: una serie di episodi psicotici che porta ad un netto deterioramento oppure una psicosi subdola e progressiva che ugualmente conduce ad un drammatico impoverimento sociale. In ogni caso questo impoverimento o deterioramente è una forma di autismo, il quale appare spesso povero, monotono, ripetitivo, ossessivo, noioso, ma che, in certi casi (in certi casi in cui il paziente si lascia andare, si apre), si mostra per quello che è: un intero, immenso universo parallelo, ricchissimo e, per noi, assolutamente misterioso ed inquietante. b - ci sono poi i alcuni pazienti con l'aspetto classico del disturbo bipolare, cioè con fasi di grave eccitamento e di grave depressione (queste ultime ben più frequenti), ma sono sempre più rari, dato che sono sempre più frequenti i c - pazienti con un disturbo bipolare (o quello che è) sporco, cioè con episodi psicotici paranoidei franchi e spesso anche prolungati, che in certi casi arrivano sino a d - pazienti con un disturbo delirante abbastanza ben caratterizzato e fisso, che va avanti per anni e forse per sempre, ed in cui si può cogliere, in controluce, almeno all'inizio, la spinta affettiva. e - ci sono però anche pazienti che pur presentando il quadro schizofrenico di tipo autistico, con annesse bizzarrie dovute alla non aderenza al senso comune, non fanno mai psicosi vere e proprie e non hanno un progressivo decadimento, ma rimangono, per così dire, sulla soglia. f - in certi casi gli episodi psicotici, i quali hanno una fisionomia standard e ripetibile, che ben poco significa, non si ripetono più, ma, assai più spesso, g - gli episodi psicotici tornano a ripetersi, senza per questo iniziare quella specie di triste carriera che abbiamo chiamata schizofrenia. Probabilmente si tratta, come detto, di pazienti bipolari sporchi, ma non è dato sapere bene. h - ci sono poi molti pazienti che, seguiti negli anni e nei decenni, mostrano un po' tutto l'arco delle possibilità della psicopatologia grave e quindi fanno fasi maniacali, depressive, episodi psicotici brevi o lunghissimi, fasi regressive, parziale ricupero intervallato da completo ricupero, sintomi di ansia, ossessivi, bulimici, paranoidei. In questa numerosa congrega non si vedono però andamenti destruenti massicci e disperanti, i quali, pur rari, sono appannaggio solo del gruppo a.
E qui non ho neppure nominato la patologia moderata-lieve, tipo la depressione vera, dato che è roba da specialisti privati.
L'importante è sapere che noi possiamo fare ben poco.
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Cucimi una storia addosso
Un'altra non la mia
che mi stia bene però
pur non raccontando di me
che mi calzi a pennello
e mi reinventi
che mi stupisca io stessa di come sarei potuta essere
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