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*** potossolo ***
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30/09/2008 il pene è ciò che conta nel mondo La lunghezza del pene nel mondo (media)
Mi dev'essere ripresa una fase cattiva. Mi viene in mente che si inaridisce il cervello. Mi viene in mente che la creazione di Dio è un atto quasi divino. Ci vuole una fantasia e una volontà ferrea per inventarsi quest'oggetto così completamente contro-natura. Però mi viene in mente che quando mi verrà il cancro e mi rimarrà poco da vivere forse mi piacerà anche a me immaginarmi che dopo morto qualcosa sopravviverà.
28/09/2008 C'è l'infermiere che urla: non me ne frega un cazzo, per me può schiantare.... Fa il boss. Poi c'è la Serena vorrebbe che la curassi io, per poter morire. Ma lo sa pure lei che non sarà possibile. Si è sfilata il sondino con abilità. Così però non dobbiamo legarla e la notte filerà via liscia, almeno per gli infermieri. C'è la Beatrice che ha ripreso a camminare, dopo il mancato suicidio. Ha il sorriso strano, manierato. La sorregge la sorella, che è una mia paziente, ma non mi rivolge la parola. La saluto io, quasi a forza. Al DEA c'è un tipo del tutto fuori di testa che vuol essere ricoverato. Effettivamente ne varrebbe la pena ed inoltre puzza in modo schifoso. Ma da noi non c'è posto uomo, provo a Pontenuovo, ma mi fanno storie, non hanno posto neppure loro oppure fanno finta. Lo mando a fumare fuori sperando che se ne vada. Nel frattempo è arrivato Leonardo, il mio paziente schizofrenico, che viene spesso al Pronto Soccorso. Dice che ha una leggera crisi di panico, ma è evidente che non è vero. Lo porto in Reparto con me, ma non ho voglia di stare molto a parlare, è controproducente. Mi dice che, secondo lui, è più depresso che schizofrenico. A me sembra di no, ma che importanza può avere? Gli do una compressa di antidepressivo. Ci diamo appuntamento per mercoledì notte, dato che sarò di nuovo di guardia e lui torna dalla vendemmia. Telefono al fratello del tipo del DEA per sapere cosa stia succedendo, dato che non si era capito nulla. Non è successo nulla di nuovo, il tipo è fuori di testa cronico, ma forse questa sera ha bevuto un po', anzi: lo hanno fatto bere, per divertirsi. Torno giù. Il puzzolente purtoppo non è scappato e gli somministro 3 compresse di Zyprexa e 30 gocce di Valium, senza prendere posizione. Il tipo puzzolente, per fortuna, si accuccia sulla brandina e mi riesce di farlo dormire al DEA. Mi sdraio sul letto, ma mi chiama subito il Sig.r G. che telefona tutte le sere, a tutti. Vuol fare l'amore con me. Declino. Ci salutiamo. Arriva al DEA una ragazza legata con proposta di TSO. Sta già dormendo. Ha vent'anni ed un aspetto non da psichiatrica, ma, a questo punto, la ricovero, dato cheho posto donne. Ha fatto una marea di accessi al DEA per cause sociali (tipo: ha fame, vuole dormire), vive in una casa di accoglienza della Caritas a cui stasera voleva dare fuoco. Dubito che la riprenderanno. Faccio la cartella e torno sul mio lettino, a leggere. Non mi riesce di prendere sonno, il che è insolito perchè io generalmente dormo bene quando sono di guardia. E' proprio un brutto periodo. Alle 4 chiamano dal DEA. Il tipo puzzolente vuole andarsene. Perchè no?
27/09/2008 Non ho nulla, o troppo poco, da dire. Stanotte sono di guardia.
24/09/2008 Per un pochino me ne starò zitto.
21/09/2008 di PIETRO ICHINO Quelli che hanno applaudito fanno conto sull'intervento di una Cassa integrazione guadagni o su di un trattamento di disoccupazione speciale erogato proprio per consentire loro di attendere con calma il nuovo lavoro. Qualcuno dovrà pure, prima o poi, far volare gli aerei sulle nostre rotte al posto di Alitalia; e piloti e personale di volo non si sostituiscono così facilmente. Logico? No, per nulla. Perché in nessun Paese serio si erogano trattamenti di disoccupazione o integrazione salariale, neppure per pochi mesi, a chi rifiuta l'offerta di un rapporto di lavoro regolare, confacente alla sua professionalità, come certamente era l'offerta di Cai.
20/09/2008 QUANTO COSTA CHIUDERE ALITALIAdi Carlo Scarpa 16.09.2008L'azionista di controllo di Alitalia è il Tesoro e la società è in amministrazione straordinaria. Eppure al cittadino contribuente non è concesso di sapere quale sarà l'impatto sui conti pubblici dell'intervento previsto. L'unica cifra certa sono i debiti finanziari per circa 1,2 miliardi. A cui si aggiungono i 300 milioni del prestito ponte capitalizzato, debiti con i fornitori stimabili in 1,5 miliardi, 1, 4 miliardi per ammortizzatori sociali e tutela degli azionisti. L'attivo si aggira sugli 800 milioni. In totale lo Stato pagherebbe direttamente circa 2,9 miliardi. Non sappiamo neppure se il piano Fenice andrà in porto. Se anche avverrà, ancora non si sa che costi potrebbe avere. In un paese “normale” le cifre di Alitalia sarebbero pubbliche. L’impresa è stata posta in amministrazione straordinaria, ovvero in situazione di liquidazione, l’azionista di controllo è il Tesoro, è stato dichiarato che di una serie di costi si farà carico lo Stato… Eppure al cittadinocontribuente non è concesso di sapere quale sia la situazione di questa impresa, quale l’impatto sui conti pubblici dell’intervento previsto. Quando questo fosse noto, si potrebbe discutere se tali cifre siano o meno giustificate dall’obiettivo che si consegue. E invece vige il riserbo, comprensibile sui piani di un’impresa privata che inizia le sue operazioni (la Cai), ma non sulla parte che riguarda un’impresa pubblica che sta uscendo dalla scena. I DEBITI DI ALITALIA I debiti finanziari sono di circa 1,2 miliardi di euro, forse l’unica cifra certa della storia. A questi sono poi probabilmente da aggiungere i 300 milioni di “prestito ponte” (poi capitalizzato). Con ogni probabilità dovranno essere restituiti allo Stato, il che aggrava il passivo di Alitalia (non cambierebbe molto il costo totale per lo Stato, ma questa è un’altra storia). Se prudenzialmente, come è corretto fare, aggiungiamo questo importo agli altri debiti, siamo a 1,5 miliardi. I PICCOLI AZIONISTI Il governo ha deciso di tutelare anche i piccoli azionisti. Quanto costa? Anche qui abbiamo diversi problemi. L’ATTIVO DI ALITALIA Qui ci troviamo su un terreno ancora più scivoloso. Quanto incasserà il commissario vendendo quel che di buono è rimasto? Lo vedremo solo alla fine. Le stime che girano (la fonte è il Sole24Ore, quotidiano notoriamente vicino alla “cordata”) non vanno oltre i 7-800 milioni di euro. IL COSTO DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI Anche qui le variabili difficilmente misurabili sono tante. Quanti esuberi? Chi sono? Il costo dipende anche dallo stipendio di chi resta senza lavoro: sono lavoratori a tempo pieno o precari? E per i precari, alcune migliaia, davvero non si prevede alcuna copertura? Per quanto tempo resteranno disoccupati? Se trovassero un altro lavoro, questo costo verrebbe meno. TIRIAMO LE SOMME. E VEDIAMO CHI PAGA Altro ancora si potrebbe considerare: ad esempio, contributi e imposte che vengono meno, ma il problema nella valutazione di queste voci è strettamente “rispetto a quale scenario” e preferiamo non avventurarci su questa strada ancora più impervia.
La differenza tra costi e quanto si può ricavare dalla vendita dell’attivo di Alitalia si aggira sui 3,6 miliardi di euro. Ma è un dato molto grezzo. Diciamo che il costo degli ammortizzatori sociali e quello per la tutela degli azionisti (stimabili in 1,4 miliardi) è senz’altro a carico della collettività. Per le altre voci, occorre capire chi paga per i debiti ai fornitori, e qui le strade sono due. Ipotesi 1: lo Stato garantisce tutti. In questo caso, oltre agli ammortizzatori lo Stato si fa garante della intera differenza tra l’attivo e il passivo: un totale di 3,6 miliardi, quindi. Ipotesi 2: i fornitori non fruiscono di alcuna garanzia aggiuntiva. Effettivamente, mentre i creditori “finanziari” di Alitalia sono garantiti ai sensi del decreto che emenda la legge Marzano, nessuno ha mai detto che lo stesso vale per chi ha continuato a “dare credito” ad Alitalia continuando a rifornirla (di carburante, servizi di manutenzione, ecc.). In una intervista a La Repubblica, il commissario Fantozzi ha in realtà indicato che i fornitori saranno pagati, per quanto possibile, liquidando l’attivo. Non è chiaro che senso avrebbe la disparità di trattamento, ma in questa ipotesi parrebbe che i debiti finanziari sarebbero pagati sull’apposito fondo pubblico a tutela delle frodi finanziarie, mentre i fornitori sarebbero soddisfatti solo pro-quota vendendo l’attivo. Se così fosse – e se questo fosse possibile stante le attuali norme sul fallimento – i fornitori verrebbero soddisfatti solo per circa il 50 per cento, e quindi sopporterebbero circa 700 milioni del costo sopra identificato.
Io non credo che la vita sia fatta solo di dolore, sofferenza, vecchiaia, malattia e morte, ma, bisogna ammettere, l'unico modo per procurarsi volontariamente la felicità è la droga. La felicità esiste certamente anche senza alcuna droga, ma è imprevedibile, inafferrabile, intangibile, ineffabile. Invece se ti inietti eroina in vena o bevi mezzo litro di vodka senti il cervello che piacevolmente va in pappa. Lo decidi ti, lo comandi tu. Non ci sono alternative. E' un mistero grande come mai ci siano così pochi drogati.
18/09/2008
17/09/2008 C'è chi dice che dovrei essere un esperto di comunicazione. Altri sostengono che ho maggiori capacità di capire le relazioni umane. Altri ancora ritengono importante la cultura psichiatrica. Tutte cazzate! A me mi pagano per prendermi responsabilità e firmare ricette e certificati.
16/09/2008 A quanto pare, a quanto si legge, siamo di fronte ad un momento storico. Mah! Chi lo sa! I momenti storici si capiscono DOPO, la storia si fa DOPO. Durante invece non si capisce nulla. Anch'io una volta, molti anni fa, incontrai una ragazza al mare. Non ci feci molto caso ed invece era mia moglie. Dopo ho capito che era un momento storico. Anche quando Berlusconi "scese in campo" e Benigni lo prendeva per il culo nel suo secondo show non era chiaro che si trattava di un momento storico. Invece ci sono situazioni che sembrano storiche e poi, invece, sono come bolle di sapone, effimere come me. Sia ben chiaro: io una crisi economica la auspico, anche se sarò uno di quelli che ci rimette. D'altra parte non voto neppure per il Berlusconi che pure fa i miei interessi. Una crisi economica sarebbe salutare, questo consumismo economico esagerato, questo turbo-capitalismo globale (come lo definisce il Benetazzo) ha veramente rotto i coglioni. E staremo a vedere ...
15/09/2008 Sta succedendo un casino, per il mondo finanziario. Saranno cazzi amari per molti, ma non per tutti. D'altra parte era già previsto. Tanto previsto che ho perso tutti i soldini che avevo arrischiato su Alitalia (ma questa era un'operazione molto rischiosa, tipo scommessa di gioco d'azzardo, e non posso lamentarmi). Ben più grave il fallimento di Lehman Brothers. Ne vedremo delle belle. Per fortuna che ci sono Berlusconi e Tremonti e tutto, alla fine, si risolverà per il meglio.
14/09/2008 Ero a Burano il giorno di sabato, proveniente da Torcello. C'era un'afa bestiale, un caldo opprimente nella bella laguna veneta. Specialmente Torcello merita una visita. Poi, rapidamente, una grande nuvola nera è apparsa, ha coperto il cielo ed è iniziato un diluvio di pioggia. La temperatura è passata in pochi millesimi di secondo da circa 30 gradi con tasso di umidità del 104 % a 12 gradi. I turisti multietnici hanno preso d'assalto il vaporetto e abbiamo divuto buttarli a mare con le mazze ferrate per prendere il largo. Fuori era il diluvio. Le scarpette da ballo erano fradice e io tremavo come un parkinsoniano durante un esame di neurologia. La sera prima, al Casino di Venezia, avevo perso ben 40 euri in 2 secondi e me n'ero andato. Fortunato in amor non giochi a carte. Ed io avevo osato sedermi al tavolo del poker. Oggi però siamo stati rallegrati da allegre comitive di Leghisti con le loro bandiere, i foulard e le camice verdi. Portavano pecore e capre con se' e parlavano in celtico. Gli uomini, di tutte le età, avevano un pacco genitale impressionante, credo dovuto a pietre inserite nelle mutande. Le donne erano di aspetto animalesco. Brave persone, senza dubbio, ma dovrebbero imparare l'italiano, la lingua del paese che li ospita.
09/09/2008
Domani si parte ...
08/09/2008
07/09/2008
Ho cominciato presto ad occuparmi di psi per la semplice ragione che ero sempre in crisi, cupo, malinconico, chiuso ed infelice. Mi hanno portato dallo psichiatra che facevo il Liceo. Poi ho proseguito. Arrivato agli ultimi anni della facoltà di medicina, ho iniziato ad esplorare l'ambiente psichiatrico universitario. Che è, come si può immaginare, repellente ed incomprensibile. Dopo poco ne ero scandalizzato. Non si capiva nulla. D'altra parte per iniziare vagamente a capire cosa non capisci della psichiatria ci vogliono anni. Dopo poco mia sorella si sentì male (aveva delle crisi eplilettiche jacksoniane motorie) e io la portai dagli psichiatri (dato che era lì che conoscevo dei medici veri). Come sempre uno psichiatra che vede cose "reali" si spaventa e passa subito al collega. A Firenze Psichiatria, Neurologia e Neurochirurgia stanno in uno stesso edificio e così io passai dalla psichiatria alla neurologia. Ci si stava assai meglio. Intanto il rapporto medico-paziente era molto, molto migliore, poi si capiva qualcosa. In psichiatria sembra di essere capitati in un film fantasy, ma di cui hai perso le prime due puntate e metà pure dell'episodio in corso. Ognuno è maestro e allievo di se stesso e mediamente nessuno è in grado di rispondere a nessuna domanda, se non con altre domande, volte a farti capire che la differenza fra follia e sanità è estemamente labile. Uno rimane incerto, perplesso e si chiede se l'imbecille è lo psichiatra, il paziente, noi stessi o tutti insieme. Si dice che lo psichiatra, tra tutti i medici, è l'unico che piuttosto che recuperare la salute del paziente è interessato a dimostrare la propria. Non sono solo battute, c'è pure della verità. Gli psichiatri hanno molto spesso gravi turbe psichiche. I neurologi erano, almeno all'epoca, la "crema" culturale della medicina e vedere all'opera un neurologo era uno spettacolo, un esercizio di prestidigitazione. Per un po' l'ho fatto anch'io, e mi piaceva. L'unica cosa avvilente è che i mezzi terapeutici erano davvero scarsini. Si facevano diagnosi eccezionali, ma non servivano assolutamente a nulla. Negli ultimi anni di specializzazionie quando mi occupavo di Parkinson, già avevo preso a fare lo psichiatra. Poi il caso ha voluto che trovassi lavoro proprio in quel settore e non ho più smesso.
E poi basta! Lo volevo fare anch'io un pezzo di camino di Santiago di Compostela, ma poi son stato solo a Madrid e credo di aver fatto bene. Improvvisamente, senza un motivo preciso, tutti si son precipitati verso la Galizia. Io di questo camino non sapevo nulla sino a pochi anni fa, ora ci è andato pure il psicoterapeuta (lo psicoterapeuta facile). Anche i miei antichi amici ci sono andati. Ci sono andati quasi tutti e tutti son tornati entusiasti. Meglio allora tornare a Venezia. Parto mercoledì.
Anche i/le brutti/e amano i belli. Come le ragazzine infatuate dei calciatori, degli attori del cinema o i gay che inseguono Madonna o ancora gli uomini che guardano le riviste delle donne ignude. Non è frequente che uno/una sogni di incontrare un/una mostriciattolo. Si dice: è bello/a dentro ma non tutti siamo radiologi o chirurghi. Si dice che non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace, tuttavia Johnny Depp piace più di me (così mi è parso di capire). Anche Putin, che narcotizza le tigri con le sue scorregge, pare sia un sex symbol. Ma intanto nessun avverte il problema. Dovrò smettere di scriverne senza aver concluso nulla...
06/09/2008 E' strano come nessuno veda il problema. Come cioè tutti considerino scontato, normale, facile che una schifezza estetica si unisca con'altra schifezza estetica senza però sentirsi umiliato, svilito. Senza sentirsi "sistemato" con un compromesso, cioè mi accontento della schifezza perchè non potrei raccattare di meglio. Ma questo, che sembrerebbe logico, non accade e le due schifezze, come i due belloni, si amano davvero. Ma l'ammmmore non è ceco.
L'ammmmmmmmmmmmmmmmore, NO! Se fosse l'ammmmore non si capirebbe come mai le strafighe si innamorino sempre di gente facoltosa e importante e, viceversa, le dive e le riccone si innamorino di uomini belli e più giovani. Questa cosa vale solo per gli strati bassi, i rifiuti, gli scarti, le schifezze, i mancamentati, gli sgorbi, i mostri, i residui, gli obbrobri, i mentecatti e simili. Giusto?
05/09/2008 Sembra facile, ma non lo è. Raramente si sente dire: siccome sono brutta/o e povera/o mi sono dovuto/a contentare di questo/a sfigata/o. Come mai? Perchè non c'è dubbio che a tutti/e piacciono i/le belli/e. Le donne pare amino anche le persone potenti, gli uomini le donne giovani. Comunque sia ci sono precise graduatorie e quotazioni. Ora se uno/a è molto in basso in quotazione non può aspirare a chi è, viceversa, in alto. Eppure sono proprio quelli i pezzi migliori. E invece capita che le cozze si innamorino di repellenti panzoni cinquantenni e muratori rumeni butterati si innamorino di casalinghe obese. C'è una spiegazione a tutto ciò?
04/09/2008 Chi è nato, come me, negli annicinquanta, è alto meno del solito. Poi, anche se il peso può essere quello giusto, c'ha le spallucce strette e la pancia in fori, perchè non ha mai fatto palestra, ne' sport. Negli annicinquanta l'omini perdevano i capelli. Certo, li perdono anche ora, ma questi tipi degli annicinquanta tenevano i capelli residui piuttosto lunghetti e sempre untuosi e con tantissima forfora. Ma dov'è finita la forfora degli annicinquanta? Come le lucciole di Pasolini mi pare scomparsa... Un tempo si vedevano quelle scaglie spettacolari, bianchicce, grasse come maiali, su quasi tutte le spallucce rachitiche maschili. Eppoi questi omini annicinquanta vestivano in modo diverso. Niente piercing ai capezzoli, niente tatuaggi tribali alla Bobo Vieri. I tatuaggi ce l'avevano i vecchi tossici ed erano tristissimi. Anche i galeotti. Scritte tipo: samanta ti amerò sempre. Gli omini degli annicinquanta, tranne rare eccezioni, erano tutti brutti e pelosi. Le eccezioni diventavano brutti dopo i quarantanni quando ingrassavano a dismisura. E i denti? Rigorosamente gialli, trascurati, magari con la protesi a cinquantanni. Perchè negli annicinquanta ci si lavava i denti quando si faceva il bagno, cioè una volta alla settimana. Eppure, a modo loro, questi qua erano anche simpatici. Qualche volta. Qualche. 03/09/2008 Lo confesso: sono uno di centro-destra. Un tempo lo tenevo nascosto perchè un po' mi vergognavo, come mi vergognavo di guadagnare tanto e di avere la casa di proprietà, il garage, una casa al mare e pure un conto in banca. Poi, invece, le cose sono cambiate. S'è capito che NON essere operai non è un difetto. Io ho cinquant'anni. Ai miei tempi i compagni operai erano venerati. Eravamo tutti di sinistra, al Liceo. Anch'io che non capivo nulla e andavo alla Messa la domenica. Ma sembrava giusto così: uguaglianza, redistribuzione del reddito, comunismo. Sono passati anni ed anni ed io, duro, a votare socialista, anche quando c'era Craxi con quella faccia a maiale. Non lo sapevo allora, che era un ladro e che si trombava, tra le altre, pure Moana Pozzi. Io votavo Craxi per tirare un colpo al cerchio ed uno alla botte. Comunista mi sembrava troppo perchè ero piuttosto ricchino (non proprio ricco). Poi non bisogna dire ricco, porta male, attira le gelosie e la sfiga. Fai la figura del profittatore. E, diciamolo, è pure vero. Io poi pagavo pure le tasse, e mio babbo mi diceva: le tasse non bisogna pagarle, per principio. Aveva ragione. Le tasse le pagano i fessi. Poi, insomma, sono cresciuto. Ci ho messo decenni, ma sono cresciuto e ora sono contento di essere piuttosto ricco, sono cotento che questi stronzi di comunisti l'abbiano preso nel culo, che i sindacalisti (gente che non ha mai fatto un cazzo mai, mai, mai, in nessuna occasione) siano in disgrazia e sono contento pure che Berlusconi faccia i MIEI interessi e mi faccia un po' arricchire, impoverendo questi stronzi di operai (che però ormai non ci sono più), nullafacenti, vagabondi, giovani ciccioni che stanno a farsi le canne in piazza e trombano le ragazzine. Sono contento che chi è ricchino sia ricercato dalle donne, invece che questi tipi coll'eskimo dei tempi miei, che leggevano Marcuse e Marx, ma non ci si capiva nulla. Ora però son diventati tutti di centro-destra anche loro, perchè hanno un pochini di soldini. E i precari che vadano a prenderselo nel culo. Che tassino i poveracci che lavorano poco e quelli dell'amministrazione pubblica, che non fanno cazzo, ma proprio nulla, e se ne vantano. E tra loro criticano chi osa fare un pochino, ma pochissimo lavoro, anche minimo minimo minimo, perchè da' il cattivo esempio. E basta con questa scemità: pagare tutti per pagare meno, che è una stronzata assoluta. Assoluta. Vi pare che se fosse così, dato che ogni anno si paga di più, non dovevano già abbassarle le tasse? Almeno a quelli che producono. E invece no. Le tasse si potranno ridurre quando questi straccioni, fetenti e ignoranti se ne staranno davvero zitti, davanti alla TV, a guardare solo ed asclusivamente il Festival di Sanremo. E scusate lo sfogo!
01/09/2008 TREMONTI E' BUCO E VI DIRO' COME E PERCHE'. Tremonti è nato nel 1947 nella zona di Bergamo, dove alligna l'omosessualità rituale che, da quelle parti, non è considerata meno virile di fare a testate con un toro. Si tratta dell'antico pregiudizio politico secondo il quale chi introduce il membro virile del retto di uomo non è veramente finocchio, frocio, ricchione o, come si dice qui, buco, ma solo uno che manifesta la propria virilità sopra ogni misura. In poche parole non contento di penetrare vagine e culi femminili allarga il suo campio d'azione anche verso quelli più debolucci, remissivi, schivi, timidi, magari buchi. E' uno esuberante, un macho. E se ne vanta! Purtroppo Tremonti negli anni '60 era deboluccio, remissivo, schivo, timido e con una voce inconfondibilmente ghei. Fu quindi stuprato, come del resto era uso in quegli anni, dai 7 o 8 più robusti e maschi compagni di scuola. Ne fu contento. Ciò detta una forte spinta ai suoi studi ed intraprese la facoltà di Giurisprudenza. Portava con se, bisogna dirlo, lo stigma omosessuale, oggi vituperato, allora fonte di molte maldicenze. Dovette sopportare di subire rapporti anali passivi con quasi tutto il corpo docente, professori ordinari, straordinari, associati e ricercatori, oltre a tutti gli allievi più anziani e 4 bidelli. Era prassi comune, come credo ciascuno sappia, almeno gli uomini nati in quella generazione. Il Ghei Praid non esisteva ancora, e comunque Tremonti si è sempre considerato eterosessuale con qualche deviazione, ma solo dal punto di vista della pronuncia e del tono di voce. Addirittura si è sposato con una lesbica per mettere in pace la sua coscienza e fare il suo dovere di buon Cristiano (che è di subire quanti più rapporti anali possibili, ma di sposarsi e fare un figlio). Nell'ambiente Giulio è noto però, più che per queste sue storie di vita, per la sua abilità con la bocca. La leggera distorsione della rima buccale, frutto di uno stupro di gruppo consumato a Bergamo Alta nel '68, lo rende estremamente abile nell'affrontare certi temi, anche di considerevole lunghezza e spessore. Di fronte a tutto ciò non si può che avere la massima fiducia. Altro che la Carfagna!
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Cucimi una storia addosso
Un'altra non la mia
che mi stia bene però
pur non raccontando di me
che mi calzi a pennello
e mi reinventi
che mi stupisca io stessa di come sarei potuta essere
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