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*** potossolo ***
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30/06/2008 The Latest Mania: Selling Bipolar Disorder, by David Healy, in PLoS Medicine, april 2006, volume 3. Sicuramente esiste qualcosa in natura che, per certi versi, tende ad assomigliare a ciò che Emil Kraepelin, nel lontano 1904, individuò come Manic-depressive Insanity. Il libro di Kraepelin è, a tutt'oggi, il miglior trattato sulla malattia maniaco-depressiva, ed uno dei più moderni. E' veramente notevole come il clinico tedesco non abbia considerato tale malattia come un disturbo dell'umore e come abbia individuato in esso, oltra alle classiche fasi maniacali e depressive, anche gli stati misti. V'è anche da dire che Kraepelin, oltre che scrivere, faceva anche realmente il clinico (cosa oggi del tutto scomparsa), e quando vide un famoso paziente di Binswanger indovinò che si trattava di un bipolare e che, quindi, la prognosi sarebbe stata favorevole (il paziente era pazzo da oltre 2 anni). Aveva ragione lui e Binswanger rimase sempre ammirato dell'abilità o della chiarezza dei convincimenti di Kraepelin. Altri tempi ... In poche parole, nella semplicità dell'esposizione, le psicosi si dividevano in due: schizofrenia e malattia maniaco-depressiva. La prima, la più famosa, era tendenzialmente cronica e più chiaramente di tipo ideativo-cognitivo, la seconda si svolgeva a fasi irregolari ed era dovuta ad un perturbamento del tono dell'umore. Quest'ultima affermazione, come detto, oltre ad essere falsa, non è da attribuirsi a Kraepelin. C'era un certo equilibrio, una sua eleganza e semplicità in questa bipartizione. I tempi sono lentamente cambiati. La schizofrenia, malattia psichiatrica per eccellenza, è divenuta sempre più rara, o sempre meno diagnosticata. Oggi, con criteri che pure sono assai più ampi di quelli che utiliziamo noi a Firenze, ha una prevalenza di 4 ogni 1.000 abitanti. Il disturbo bipolare, si dice, di circa 20 ogni 1.000 abitanti, e sono stime prudentissime. Secondo altri si può arrivare tranquillamente a 50 ogni 1.000 abitanti. Un motivo della scomparsa della schizofrenia sta nella cattiva prognosi, che la rende poco spendibile publicisticamente. E' molto difficile che ad un paziente venga detto: lei è schizofrenico. Mentre tutti sono bipolari, va di moda, fa simpatico. Il disturbo bipolare poi si è espanso in un disturbo bipolare I, cioè la classica malattia maniaco-depressiva, un disturbo bipolare II, un disturbo bipolare III (secondo alcune scuole importanti), un disturbo ciclotimico ed un disturbo bipolare NAS (non altrimenti specificato, cioè atipico). La forma di gran lunga più importante ed interessante oggi è il disturbo bipolare II (c'è un bel sito americano su questo argomento, privato, di uno psichiatra di Corvallis, che vale la pena di consultare, e cioè www.psycheducation.org). In pratica è una forma nella quale ci sono forme depressive ricorrenti, ma invece della classica sindrome maniacale grave, vi sono fasi ipomaniacali, cioè attenuate, più lievi. La sua frequenza sarebbe almeno tripla rispetto al disturbo bipolare I e sarebbe assai spesso non riconosciuto. E qui scatta la solita manfrina che tutti hanno sentito 100.000 volte: bisognerebbe scoprirlo prima, per tempo, curarlo subito e bene, ecc. ecc. ecc. Tutte grandissime stronzate ovviamente. Ma questa è un'altra storia... Secondo altri autorevoli Autori anche una fase ipomaniacale indotta da sostanze (come gli antidepressivi) significa disturbo bipolare. Anche una fase depressiva in chi ha in famiglia un membro con disturbo bipolare è disturbo bipolare (in questo modo si può capire l'accrescersi geometrico della prevalenza). Anche solo la presenza di sintomi atipici della depressione (ipersonnia, iperfagia, breve durata, peggioramento alla sera, astenia marcata) sarebbe segno di un disturbo bipolare. Va ricordato che solo dopo il manifestarsi di una fase maniacale-ipomaniacale o mista si può parlare di disturbo bipolare. In questo modo praticamente tutto e tutto hanno almeno qualche traccia di disturbo bipolare, tanto che si tende a parlare di bipolarità. Ormai il difficile è capire come NON fare diagnosi, ammesso che sia possibile. Infine va ricordato che Kraepelin non la pensava così, ed è lui l'autore più moderno. Per lui non era necessaria la fase maniacale-ipomaniacale o mista, in quanto anche le depressioni melanconiche ricorrenti erano parte della psicosi maniaca-depressiva. Ma ho già scritto pure troppo ... Buona notte!
29/06/2008
E' un libro sicuramente da leggere. Intanto si imparano delle cose CERTE, ma poco conosciute. Per esempio che la Banca d'Italia e la BCE sono organismi strettamente privati. E' la BCE che crea il denaro (e creare è la parola esatta). Sarà banale, ma credo non da tutti conosciuto. Poi il libro entra in una secondo livello, quello del "complotto" storico-ecumenico dei Banchieri (una specie di casta potentissima, sopra tutto e sopra tutti) che invece mi lascia dubbioso. Ovviamente non conosco come stanno le cose, ma sono portato a pensare che questa ristretta oligarchia di potentissimi sia la stessa dei finanzieri e dei politici di alto livello. In una parola: l'oligarchia del potere, più o meno manifesto. Perchè i banchieri dovrebbero diversificarsi nettamente dai grandi impreditori e dai grandi politici? Certamente un dettaglio non può sfuggire al lettore. Come mai TUTTI i paesi hanno un grosso debito pubblico? Dico: tutti. Più o meno. Con in testa, ovviamente, gli USA. C'è qualcosa che effettivamente non va. Questa è la tesi di fondo.
28/06/2008 Dov'è il problema? Non c'è. Solo che mi sento il tempo scorrere dentro. Mi sento marcire e dirigermi inesorabilmente verso la morte e il nulla. E allora tutto mi da angoscia. Anche il mare ...
27/06/2008 Che uno pensa: ma com'è possibile che, in tutto il mondo, quelli con la maggior attesa di vita siamo proprio noi e i giapponesi? Non è strano? Non è che siamo proprio così avanti nella prevenzione o nella medicina, pare... Magari si capisce i giapponesi, così tecnologici ... Sarà una questione genetica? Abbiamo avuto culo? Poi mi sono ricordato che proprio noi e i giapponesi siamo anche coloro che fanno meno figli. Allora ho capito. Chi fa meno figli, statisticamente, campa di più. Non perchè campi di più davvero, ma solo perchè vi sono meno morti subito dopo la nascita (a causa di gravissime malformazioni o malattie). Chi muore nei primi 5 anni di vita abbassa moltissimo l'attesa generale di vita, è chiaro. Penso perciò che, arrivati a 5 o 10 anni, l'attesa di vita degli italiani non sia superiore a quella degli altri europei. Gli americani invece crepano prima davvero, sono troppo arretrati.
26/06/2008 Il motivo dei post psichiatrici è che sono tetro. C'è poi anche il motivo di controbattere l'informazione imperante che straparla dei trionfi della mediicine. E anche della psichiatria. Della medicina so poco, invece della psichiatria un pochino si, e allora lo scrivo. E' fornire informazione "pulita", cioè non con un secondo fine, come lo è quella delle riviste e della TV. Tra l'altro ciascuno di noi, nel suo piccolo mondo, non vede tutti questi trionfi, ma ritiene di essere un piccolo caso particolare. Ma questo piccolo, infinitesimo caso particolare è, proprio come il frattale della Spezzaincantesimi, ciò che avviene in scala più grande, e che nessuno può vedere per intero. Riguardo al post che sta qui sotto, e che afferma che molto spesso (ma non sempre), il placebo rivaleggia con il farmaco antidepressivo, occorre fare una precisazione. Non è che dare un placebo significhi non curare! Un placebo è un farmaco inerte, ma dato da un medico, dopo una diagnosi, con ripetuti controlli, nella speranza, scientificamente giustificata, di guarire o di star meglio. Il placebo da' effetti collaterali, anche importanti, e determina guarigioni e miglioramenti. E' una cosa conosciuta dall'inizio dei tempi, quando i medici, ai nostri occhi, non possedevano alcuna cura efficace, eppure erano molto considerati.
24/06/2008 La meta-analisi della terapia con antidepressivi ha riportato solo modesti benefici rispetto all trattamento con placebo, e quando i dati delle ricerche non pubblicate vengono inclusi, il beneficio cade al di sotto dei criteri generalmente accettati per una significatività clinica. Forse l'efficacia degli antidepressivi può dipendere dalla gravità della depressione quando si inizia il trattamento. (questa introduzione è una mia traduzione di un bell'articolo che si può trovare su plosmedicine.org, febbraio 2008, volume 5, isue 2. il titolo è: Initial Severity and Antidepressant Benefits: a Meta-Analysis of Data Submitted to the Food and Drug Administration, by Irving Kirsch et al.) Consiglio a chi può leggere in inglese questa rivista di libero accesso (una peer review), su cui si trovano dati non contraffatti e, più che altro, non pagati dalle multinazionali farmaceutiche. In fondo si trova una sommario dell'editore che spiega il senso della ricerca e i suoi risultati. I quali sono: Se si fanno meta-analisi sui risultati di molti trial, cioè si usano metodi statistici che consentono di combinare e valutare i risultati di molti studi, si trova che il beneficio degli antidepressivi (TUTTI gli antidepressivi) pur essendo significativo, è molto modesto rispetto al semplice placebo. Anzi, secondo il NICE, che è il UK National Institute for Health and Clinical Excellence, questo beneficio è clinicamente insufficiente. Il Nice definisce significativo clinicamente un miglioramento di 3 punti alla Hamilton Rating Scale of Depression (HRSD), mentre il miglioramento medio, rispetto al placebo, è di 1.8 punti. La Hamilton Rating Scale of Depression è la scala comunemente usata negli studi (MAI nella pratica usuale) ed è una serie di 17 o 21 punti a scelta multipla che il ricercatore sceglie a seconda dello stato del paziente. Il risultato dello studio è che TUTTI gli antidepressivi testati (in questo caso: fluoxetina, venlafaxina, nefazodone e paroxetina), nello stesso modo (non esistono differenze fra l'uno e l'altro), producono un modesto miglioramento rispetto al placebo nei pazienti di gravità moderata e anche severa. Solo i pazienti molto gravi (quelli con HRSD superiore a 28) mostrano una chiara superiorità del farmaco rispetto al placebo. E ciò è dovuto non ad una migliore efficacia dei farmaci bensì al fatto che l'effetto placebo tende a scomparire. Questi risultati sono importanti.
23/06/2008 Classicamente le psicosi si dividono in due grandi categorie: organiche e funzionali. Quelle organiche (Alzheimer, tumori, cerebropatie ischemiche, infettive, come quella da sifilide o da HIV, da alcool, tossici, ecc.) sono in sostanza di competenza neurologica, almeno come approccio. Quelle funzionali (cioè senza evidente substrato anatomo-patologico) sono la schizofrenia, la psicosi maniaco-depressiva e la paranoia (e forme collegate, come la parafrenia). Queste sono il nucleo centrale e portante della psichiatria "hard", quella che un tempo si trovava nei manicomi e che oggi è monopolio (o quasi) della psichiatria pubblica. Questa classificazione è opera di Emil Kraepelin che la creò e modificò più volte nel famoso Trattato, edito in nove edizioni. Ma dalla quarta (se non erro) questa distinzione era già ben delineata. Kraepelin aveva una teoria e la esponeva nel suo libro (che è molto, molto ben scritto, meglio di Freud, se mi si consente). Attualmente vige il Manuale Diagnostico e Statistico delle Malattie Mentali, IV edizione, opera della American Psychiatric Association, del 1994. Stranamente tarda a venire la V edizione. A differenza di Kraepelin, gli studiosi americani professano la loro a-teoreticità, cosa, in pratica, impossibile. Le categorie nelle quali si riscontra la psicosi sono sparpagliate un po' ovunque, senza ordine. In pratica si ritrova: la schizofrenia, gli stati schizo-affettivi, le sindromi schizofreniformi, il disturbo psicotico breve, il disturbo delirante, i disturbi psicotici secondari a condizioni mediche (cioè le vecchie psicosi organiche), i disturbi bipolari con sintomi psicotici (estremamente frequenti), i disturbi psicotici relati all'abuso di sostanze, i disturbi psicotici nell'ambito della depressione maggiore. E ci sarebbero anche altre piccole categorie. Ciò che si vede nella pratica è questo: tutto! Cioè capita di trovare casi che corrispondono bene ad una delle categorie kraepeliniane, alle categorie del DSM IV, e anche (più spesso) che non rientrano, se non con difficoltà, in nessuna delle categorie sopra nominate. Si può fare sempre una diagnosi, ma questa diagnosi spesso risulta sbagliata e poco utile, se non addirittura nociva. La cosa più importante oggi, nella pratica clinica, è trovare dei criteri che consentano di NON fare diagnosi di disturbo bipolare. Infatti oggi, secondo la scuola americano-pisana, in pratica tutti, ma veramente tutti (me compreso) siamo affetti da un disturbo bipolare. E ciò fa sì che questa non sia più una categoria diagnostica, ma una dimensione psicopatologia. Cioè un continuum che va dall'essere completamente bipolare (una psicosi maniaco-depressiva kraepeliniana franca) alla persona equilibrata e sana che una volta si è rattristata e che ha un nonno che finì sessanta anni fa in manicomio.
21/06/2008 Nella schizofrenia, non è chiara la variabilità dei sintomi: perché un individuo soffre in modo predominante di percezioni bizzarre e spiacevoli, mentre altri sono ossessionati da pensieri persecutori, mentre altri ancora trovano difficoltà nel mettere ordine nei propri pensieri e motivazioni?”, si è chiesto Paul Fletcher dell’Università di Cambridge, autore senior.
Fletcher e colleghi ipotizzano che questi differenti sintomi abbiano diverse origini biologiche, ciascuna delle quali può produrre un danno ai processi cognitivi normali. Secondo gli studiosi, le differenze nel funzionamento cognitivo normale – cioè degli schemi unici di attività mentale di ciascuno di noi – potrebbero indicare quali processi siano maggiormente a rischio di compromissione durante una psicosi o una schizofrenia indotte farmacologicamente. La ketamina è un analgesico di cui spesso si abusa che induce sintomi sia positivi sia negativi. Come nella schizofrenia, gli effetti della ketamina sono variabili e imprevedibili. La sostanza infatti funziona bloccando i recettori per il neurotrasmettitore glutammato, che è coinvolto anche nella schizofrenia. Utilizzando la tecnica di imaging a risonanza magnetica funzionale (fMRI), i ricercatori hanno osservato 15 persone a cui era stata somministrata o ketamina o placebo, mentre dovevano effettuare una serie di compiti cognitivi. I ricercatori hanno poi valutato il comportamento dei partecipanti utilizzando diverse scale psichiatriche. Un mese più tardi, gli stessi volontari sono tornati a ripetere i test ma con farmaci invertiti. I ricercatori hanno trovato che l’aumento dell’attività cerebrale riscontrata nel corso di alcuni compiti nella condizione placebo poteva predire il comportamento sotto ketamina. I partecipanti che mostravano più attività nei lobi frontali (coinvolti nelle funzioni esecutive) e temporali (importanti per il linguaggio, l’ascolto e la memoria) mentre immaginavano suoni e voci nella condizione placebo, sotto ketamina vivevano con più probabilità strane percezioni. Altri soggetti che mostravano un aumento di attività nelle stesse regioni mentre cercavano di completare semplici frasi avevano, con più probabilità, pensieri disorganizzati quando esposti alla ketamina. Per contro, i volontari che mostravano un incremento della risposta frontale nel corso di un compito attentivo nella condizione placebo mostravano anche una maggiore vulnerabilità ai sintomi negativi sotto ketamina, così come chi mostrava un aumento della risposta nelle regioni frontali, del talamo e del nucleo caudato, aree cerebrali collegate a formare un circuito importante nelle funzioni esecutive e motorie. (dal Journal of Neuroscience) Qui sopra c'è scritto schizofrenia, ma è un termine molto incerto e dubbio. Meglio usare psicosi. Nessuno sa, fino ad oggi, cosa sia di preciso la schizofrenia e se esiste davvero un qualcosa come ciò che è comunemente descritto come schizofrenia. Che differenza c'è fra schizofrenia e psicosi? Importante, almeno per chi lavora con esseri umani e non con cervelli, in quanto la schizofrenia è una malattia, mentre la psicosi è una sindrome. Quindi psicosi, di per se', non vuol dire quasi nulla, almeno in termini prognostici ed anche terapeutici, e questo è precisamente ciò che osserva un peones o un paria della psichiatria veterinaria come me.
20/06/2008 Il cugino Mario è morto. Domani i funerali. Era davvero una gran brava persona. Sono sempre i migliori che se ne vanno. Aveva 64 anni. Io ho, da tempo, formulato la teoria secondo la quale questa (sono sempre i migliori che se ne vanno) NON è solo un modo di dire, ma la pura realtà. L'ho già scritto anche sul blog, forse. I dati a disposizione (verificabili) ci dicono che più si è ricchi, e, ancora meglio, più si è in alto nella scala sociale, più si vive. Questo ovunque. Essere vincenti fa decisamente bene alla salute. Peraltro tutti i dati sullo stress (sono veramente tantissimi, leggetevi pure "perchè alle zebre non viene l'ulcera") confermano che comandare, oltre a far fottere, fa anche stare bene e vivere a lungo. C'è una sottile ingiustizia nella Madre Natura o in Dio (scegliete voi). Ora cosa c'è che correla meglio col successo sociale se non l'egoismo, la spietatezza, la furberia o, in altre parole, l'essere stronzi? Ultimamente i morti sono diventati più frequenti, o forse li noto più io. E' morto il primo dei vecchi amici (50 anni, tumore al cervello), diversi parenti, oltre ai miei genitori. Ogni volta che fate una cattiva azione allungate la vostra vita.
19/06/2008 Gin abbondante Dopo due cocktail kamikaze mi accingo a prenderne un altro. Ho brindato prima a Alfredo e poi a Tiz e poi sempre a Daniela. Sto leggendo un libro di fantascienza che parla del “Tempo”. Ho brindato a Dany. Per tre volte Sono ancora attaccato: capisci? Vediamo come Finisce (ore: 1-(5).)> Vedo “Doppio” ore: I Sento ancora S. Francisco Alla salute di Daniela. Fumo e sento e leggo ancora Ciao Alfredo e Tiz. E Daniela Ti Amo. No mai (parole non chiare). Uomo Nuovo (libro di Fantascienza [Testim.] ore 1,5) Resisto: (Finisce disco) Ha perduto (?) la Cina. “Sono sobrissimo” ed è che “sono sobrissimo” è “l'uomo” ed anche “non sobrio” Voglio resistere Vediamo Lillo: Dani. Ti amo. Piscio Scena. no. Continua> V (La mia tradizione classica. (ore: I,15) Via. Ti Amo. Resisto. Ho gli occhiali. Spazio è. Fine dello “Spazio” e “del Tempo”. ((Paura. Ore(: I,15) Continua, Parole non chiare Tutto. Parole non chiare parole non chiare ? Distanza (parole non chiare)
Trovato Tutto per terra (Ancora sbronzo) 8,40 Tutto acceso. (Vado a cacare) Ore 9,15 VI Dani Ti amo > non sono poi tanto sbornio. Ore 10 meno 20 Sento ancora S. Francisco. (Bello!!!) Ubriaco. Ho finito di fumare l'ultima sigaretta. Vai. Spero di andare a vomitare e a dormire. Vai. No. Niente. Speriamo che si legga.
Spero ancora rozzo disegno di due speroni a stella (Speroni) Non (Peroni) Ho pulito il possibile. Spero Tutti. Spero. Speriamo Dai Vai Sento ancora S. Francisco. Sento Tutto. (Lillo)
Bene. Non sono poi del tutto sbronzo HO VOMITATO Evviva Ragazzi
Ho vomitato E ho anche cacato. Ho vomitato e cacato 4 o 5 volte (mi sono rotto i coglioni: ora basta). E' brutto.
Postato da: spleahhAltre storie di alcool ... Io ho avuto pochissime sbronze, moltissimo alcoolismo, ma di quello triste, cupo, disperato ed anche un po' squallido. Una delle cose che tuttora rimpiango è l'allegria stupida di uno stato alterato da alcool, una cosa che, per me, è impossibile. Impossibile perchè pericoloso e impossibile anche perchè io non divento stupidamente allegro. Ho sempre avuto una grande invidia per: 1 - chi viene considerato e si sente importante 2 - chi è allegro e scemo, specialmente con l'aiuto di un po' di droga
18/06/2008 Potresti non vivere come un animale? Manca sempre tutto in questa casa ed è un porcile. Quei quadri fanno schifo. Sembra di essere nelle fogne di Porta Palazzo. E tu…ti sei guardato? Hai la pancia. Non sei come quando ti avevo conosciuto. Dovresti fare sport tre volte alla settimana. Diventerai come la balena Giuseppina. Io me ne intendo e so che andrà a finire così. Presto diventerai Giuliano Ferrara. E poi sei permaloso. Non ti si può muovere una critica. Permaloso e non fai niente, sei uno sfaticato. Non fai nulla in casa tua tantomeno in quella degli altri. Dovresti aiutare a sparecchiare, a lavare i piatti, fare il letto degli altri e infine passare l'aspirapolvere. Sei un ruffiano, aiuti solo perché te l'ho detto io, altrimenti non faresti niente. Dovresti leggere di più. Sei sempre silenzioso e non sei di compagnia, leggi in compagnia, partecipa alla discussione, non sai stare da solo. Non hai interessi. Dormi poco, non puoi svegliarti presto, aprimi la finestra e preparami la colazione. Sei un po' permaloso. Non ti si può dire nulla. I capelli, mi era sembrato di dirti di non tagliarli così corti. Sei un disastro, soffri il mare, sei allergico ai gatti, sei debole di stomaco, volevo un uomo non una cosa come te. Le hai tutte, persino la pancia. E sinceramente non ti si può dire nulla, subito ti inpermalosisci. Parla in maniera corretta, cammina bene, incrocia le gambe per bene. Se fai ciò che ti dico diventerai un uomo, lo faccio per te. Se segui le mie istruzioni diventerai la mia anima gemella.
firmato GaleG |
17/06/2008
Stavolta mi devo ricredere. L'inizio del governo Berlusconi sta dando risultati insperati ed insperabili. Gli italiani sono contenti. Si percepisce proprio la contentezza in giro, la soddisfazione. Berlusconi è un VERO italiano, come Alberto Sordi nel cinema. Ci rappresenta. Ci riconosciamo in Lui. Dobbiamo renderci conta che la democrazia ha fatto il suo tempo. Tutte queste discussioni futili, questi battibecchi continui, di cui la sinistra è l'emblema, come è l'emblema dell'inefficienza,ci hanno stancato, ci hanno stancato tutti. Abbiamo bisogno di un Capo, uno che ci rappresenti. Poche idee, ma chiare. E poi basta con tutte queste immagini confuse, contraddittorie, negative. Vediamo Napoli pulita, Berlusconi che carezza i bambini e canta le belle canzoni napoletane e guardiamo la nazionale italiana. Non abbiamo battuto la Francia? E quindi siamo forti, siamo contenti. Ci vuole chiarezza e semplicità. Gli italiani apprezzano. I processi a Berlusconi hanno rotto il CAZZO. L'hanno mai condannato? No! Dunque: lascino perdere, ha ragione Lui. Non si può processare o giudicare chi comanda. A questo ci deve pensare l'elettorato. Gli italiani sono un popolo di merda.
16/06/2008
Vent'anni fa moriva a Montepulciano, all'età di 32 anni, ANDREA PAZIENZA
15/06/2008 A coloro, cui manca o cui vien meno il dovuto e desiderato grado di ardore ai ludi amorisi, è raccomandato di predisporsi alla lotta con pasti nel cui menu figurino pesci di mare, tartudi, lenticchie, carote, asparagi selvatici, montone cotto e condito di finocchio, di cumino e d'anice. Al dessert sarebbero opportuni i pinoli, i pistacchi, le nocciole cotte al forno. E vogliano aiutarsi con prendere, mezz'ora avanti di impegnare battaglia, una o due cucchiaiate di caffè di un eluttario noto sotto il nome di "balsamo di Ciprigna" il quale pur essendo innocuo, sembra avere realmente grande efficacia allo scopo desiderato. Ne riportiamo qui la ricetta. Balsamo di Ciprigna
Fiori di stoechas gr. 15 Bacche di mirto n. 25 Anice gr. 20 Carote selvatiche - 20 Stimmi di Zafferano - 15 Datteri secchi n. 20 Tuorli d'uovo - 4 Acqua di fonte gr. 500
Fate riscaldare in un vaso di terra ben chiuso per venticinque minuti. Ritirate dal fuoco, filtrate e, quando la massa sia tiepida, aggoingete:
Miele puro gr. 50
Lasciate macerare per ventiquattro ore, rimestando in questo frattempo tre o quattro volte, e filtrate nuovamente.
(Manuale culinario afrodisiaco, Omero Rampini, 1929)
Si avvicina il momento delle vacanze coi figli. E' un piccolo problema perchè essi vorrebbero stare sempre in casa, 14 ore al giorno alla TV, e 10 ore a letto. Anche oggi sveglia alle 11.30. Devo quindi organizzare. E stavolta non posso contare sul fido nipote Ema, che sarà a Roma a dare esami. Ho quindi prenotato: LA FURA DELS BAUS per il 7 luglio e una vacanza a Creta dal 10 al 17 luglio. Andrea è stato rimandato a settembre SOLO in informatica, una pacchia....
14/06/2008 All'epoca ero molto più giovane, anche professionalmente. Lavoravo in un posto diverso, una sede che poi è stata venduta a privati e ristrutturata. Ai miei tempi faceva schifo, ci pioveva dentro. D'altra parte anche dove lavoro oggi piove nelle stanze. In questi giorni si sente il ticchettio delle gocce che finiscono su una sedia di plastica, che si riempie. Ieri la psicologa ci si è seduta senza accorgersi che era colma d'acqua piovana ed è rimasta tutta la mattina col culo fradicio. C'era questo giovane, ma molto giovane, circa vent'anni, con una serie infinita di problemi. Ora non mi ricordo neppure bene tutta la storia perchè sono passati molti anni. Non aveva un posto dove stare, aveva un classico delirio persecutorio ed anche una malattia organica piuttosto strana: la malattia di Behcet. Confesso che non conoscevo molto bene la malattia di Behcet, anche se andai a riguardarmela su un testo di medicina. Andai a trovare questo giovane in ospedale, quando aveva delle trombosi venosi, che effettivamente si trovano nella malattia di Behcet, mentre sono rarissime in uno di quell'età. Ma io mi dovevo occupare della mia parte, quella psichiatrica, che poi vuol dire tutto perchè, se uno è certiificato come matto, anche se gli viene un infarto o deve levarsi un dente se ne deve occupare lo psichiatra. Nessuno vuol toccare uno matto. Purtroppo però gli psichiatri sono ignoranti come le capre tibetane, anche se non sono buddisti. Il giovane aveva davvero problemi psichiatrici, viveva in una comunità d'accoglienza, aveva gravi difficoltà familiari, ma non ci si capiva molto. Anzi: io non ci capivo molto. Era un tipo taciturno, cupo e sospettoso, spesso francamente ostile. Io ero più giovane però e più affetto della ben nota sindrome: io ti salverò (col tempo s'impara che nessuno salva nessuno). Altri tempi... Un giorno venne da me in ambulatorio, mi disse che voleva morire o comunque qualcosa del genere (non mi ricordo molto), poi, uscito, si diresse verso il fiume e vi si gettò. Fu visto e cercarono di salvarlo, con un canotto cercavano di portarlo a riva, ma lui riusci a sfuggire ai soccorritori e annegò. Un fotografo immortalò l'interessante scena, che da qualche parte, sotto forma di ritaglio di giornale, devo avere conservato. Si rimane male quando un paziente si suicida. E' una cosa che, a chi fa questo mestiere da azzeccagarbugli, prima o poi accade. A me è accaduto 4 o 5 volte, ed è sempre stata una ferita. Una ferita ancora più graffiante se il suicida l'hai visto un'ora prima del gesto definitivo. Si poteva impedire? Ma le cose vanno così: è molto difficile, o forse impossibile, impedire un suicidio. Ma la cosa più straziante fu quando venne da me il padre. Pensavo fosse venuto ad insultarmi, come succede, oppure a dirmi che mi denunciava (un altro classico) invece voleva farmi vedere una cosa. Nei vestiti bagnati era stato ritrovato una specie di quadernetto, un diario. Il padre l'aveva stirato, piano piano, con un ferro da stiro ed era riuscito, almeno in parte, a leggerlo. E me lo faceva vedere: c'erano frasi che mostravano tutta la disperazione legata alla sensazione della putrefazione dei propri genitali. Una cosa sconvolgente. Solo allora mi ricordai che avevo letto che la malattia di Behcet comporta la frequente comparsa di gravi afte o lesioni alle mucose, sia orali che genitali. Lui non me ne aveva mai fatto cenno. La tomba a Trespiano è tuttora spesso piena di fiori.
13/06/2008 Intervallo della partita Italia-Romania, di cui, francamente, me ne infischio. Certe volte vien da pensare che un po' di dolore, un pochino, quell'amaro opprimente, la sfortuna, i casi avversi, servono a tenerci meglio in vita. L'angoscia del nulla, del vuoto è peggiore. L'idea della morte è ciò che ci fa uomini, l'idea della fica è ciò che ci fa uomini.
11/06/2008
10/06/2008 Mi sono dimenticato di citare Fantedicoppe-Chiara nell'elenco dei blogghers (che però lei ha chiuso colpevolmente)! Ho visto un paziente milanese, ma proprio milanese milanese. Pensavo avesse una fase maniacale e gli ho dato la corrispondente terapia. Poi Artur Scantini (che lo conosce) mi fa notare che forse è abbastanza normale, che i milanesi sono proprio così ... Peraltro questi milanesi sono pazienti perfetti: gentili, assumono le terapie, sono obbedienti. Fosse stato uno di qui mi avrebbe mandato a fare in culo sicuramente e non lo avrei più rivisto, se non in Ospedale, dopo il ricovero coatto. Mi mandano a fare in culo almeno una volta alla settimana.
09/06/2008 Allora
come e' andata con la tipa?
Ah, guardate, questa qui' e' una tipa devvero simpaticissima, in gambissima. Mi ha raccontato delle cose delle sue ferie divertentissime, ma tipo che lei era andata la' con un sacco di creme dopo sole, poi ha preso un casino di sole, si e' bruc ... Siamo tutti servi della gleba, e abbiamo dentro il cuore una canzone triste. Servi della gleba a testa alta, verso il triangolino che ci esalta. Niente marijuana ne pasticche: noi si assume solo il due di picche . Servi della gleba in una stanza, anestetizzati da una stronza, come dei simbolici Big Jimme : schiacci il tasto ed esce lo sfaccimme. Ehi, guardate un po' chi si rivede. Ma no , che cosa dite? Lei mi e' molto affezionata, solo che -uhh-ha delle storie col suo tipo che la rendono infelice, e siccome a lei ci tengo piu' che a me, ho parlato al suo ragazzo e l' ho convinto a ritornare da lei... L'occhio spento e il viso di cemento, lei e' il mio piccione io il suo monumento. Servi della gleba a tutta birra, carichi di ettolitri di sburra; cuore in fiamme e maschera di ghiaccio, noi col nostro carico di sfaccio. Servi della gleba planetaria, schiavi della ghiandola mammaria, come dei simbolici Big Jimme: schiacci il tasto ed esce lo sfaccimme. Lassame canta' sto storneletto ..... [al telefono]: "Ciao, senti, hai 5 minuti? Perche' volevo chiederti due cose... Senti, guarda, sinceramente vado al dunque subito, ci sono rimasto molto male perche' ho saputo che sei uscita con Tafano ieri sera, e... perche'? Scusa, ti ho telefonato a cena, ti ho detto: ci vediamo?, tu hai detto: no, devo studiare. E va beh , se poi esci con lui... cioe' , perche' non me lo devi dire? Pensi che sia un problema per me accettare che tu hai una storia? Un uomo? Vedi qualcuno? No, non e' un problema per me perche' io ti voglio bene veramente e non ti chiedo nulla, anzi, magari sono qui a dirti: se hai bisogno di qualcuno io ci sono.
08/06/2008 Ho visto sia IL DIVO che GOMORRA. Due bei film senza dubbio, ma il secondo è un vero pugno nello stomaco, è un afferrarti le palle e tenertele strette per due ore. Da non perdere, credo. Io non so se ciò che descrive è vero. Spero di no, spero che si tratti di una azione filmica, in cui la verità è la verità del tempo cinematografico, in cui non vi sono spazi vuoti, momenti vuoti, emozioni spente, vite comuni. Non lo so. Certo non invidio che si trovi a vivere in certe zone, che francamente io non ho mai incrociate. Io ho conosciuto (e anche descritto qui) molti "personaggi" violenti, ma una "società" violenta non l'ho mai vissuta. Per fortuna!
07/06/2008 Oggi si verifica un evento nuovo nella mia vita: mio figlio mi ha telefonato! Voleva la mia macchina per andare a una festa. Ieri eravamo a Lastra a Signa alla Villa Caruso, che consiglio vivamente di visitare. Si tratta di una grande villa con parco, con vista sulla valle dell'Arno, appartenuta effettivamente al famoso tenore. Anche vicino a dove abito c'è Largo Caruso ed una villa, attualmente adibita ad Ospizio per vecchi, appartenuta al famoso tenore. Si vede proprio che il famoso tenore amava queste zone più del golfo di Surriento, nonostante ciò che afferma Lucio Dalla. Comunque la Villa Caruso a Lastra a Signa (che invece è un posto orrendo, perchè produttivo) appartiene ora al Comune. Ieri c'era una cena con delitto, la cui trama è stata scritta dal mio antico amico Alessandro. Davvero un bel lavoro, mentre la cena era assai modesta. Non dirò chi è l'assassino (io peraltro ho fatto da consulente medico). Ma io credo che proprio la Villa sia da visitare. Ho poi visto Sex in the City. Un consiglio: EVITATELO! Almeno se siete di sesso maschile o dotati di encefalo o addirittura di entrambe le cose. Una cosa rivoltante. Unica cosa da notare: a NY nessuno ha l'automobile.
04/06/2008 C'era questo tipo, Enzo, che spesso veniva a dormire in Reparto,quando si stava all'OSMA, prima del 2003. Tra l'altro, in quel periodo, facevo io il responsabile dell'SPDC per la mia zona (quartiere 3). Poi ho smesso. Sapete quanto guadagnavo in più? Zero euri, virgola zero zero. Un po' troppo. Enzo era di buona famiglia. Il babbo era un ufficiale dell'esercito e la madre una insegnante. Gente benestante, ben vestita, ben educata. Venivano al Servizio Pubblico proprio perchè nessun'altro, ma proprio nessun'altro, lo avrebbe curato. Non abbiamo nessuna concorrenza, siamo monopolisti, per questo il mercato va così male. L'antitrust dovrebbe intervenire, costringendo i privati a curare gente veramente, ma veramente, ma veramente matta. Finora non c'è riuscito nessuno, ma forse il Berlusconi ci potrà riuscire, lui cui sono ricresciuti persino i capelli e i peli pubici. Escludo però che abbia erezioni spontanee. Enzo beveva a rotta di collo, ogni tanto si faceva un buchetto di eroina di strada, ma non spesso, e ogni tanto, non si capisce bene perchè, saliva con dei tipi strani, i quali forse lo inculavano per poche lire o forse erano d'accordo per farsi una partita di droga in santa pace. Comunque più che altro Enzo beveva birra. Aveva il panciotto globoso classico del bevitore di birra, con gli occhioni a palla, ma intelligenti, simpatici, acuti. Non parlava poi molto, era calmo, distaccato, direi: superiore, anche se era giovane (credo fosse del 1968). Non aveva mai lavorato. Di notte veniva preso da strane paure si rifugiava in Reparto, da cui, al mattino, chiedeva di essere dimesso. Non si capiva nulla, come sempre. Una volta, come tante, Enzo chiese di parlarmi, eravamo in Reparto all'OSMA che, a differenza di SMN, sembra un luogo umano, un ospedale, un posto per gente malata, non un lazzaretto del 1700, o un lebbrosario di fine 1000. Generalmente era di poche parole. Stavolta invece, non so perchè, cominciò a narrarmi del suo Mondo. IO non gli avevo chiesto nulla (io non chiedo quasi mai nulla, è inutile). Un Mondo veramente incredibile! Si trattava di una specie di video gioco per il PC con mostri, marziani, dinosauri, animali strani, astronavi aliene, pianeti inverosimili e roba del genere. Veramente incredibile. Una cosa esagerata. Vedeva enormi astronavi spaziali in pieno centro di Firenze oppure piccoli dinosauri dagli strani nomi e fattezze nello stesso reparto. E lo diceva con quella semplicità, trasparenza, freschezza di chi racconta di una gita al mare, per il week end. Io non dicevo nulla (cerco di non dire nulla, tanto è inutile). Poi, detto questo, molto gentilmente, se ne andò. Non ho più risentito parlare Enzo di questo Mondo. Non so a chi l'abbia raccontato, forse a molti, forse a tutti, non so. Non so neppure cosa volesse dire. C'è da dire che mai e poi mai uno avrebbe immaginato un florilegio di creature, avventure, azioni, colori, voci, rumori che si possono immaginare solo in modo molto, molto vago. Si dice che fosse schizofrenico. Enzo non ha mai smesso di bere. E non ha mai lavorato. E a continuato a fare qualche schizzetto di ero. A chi gli faceva notare che poteva essere leggermente pericoloso diceva, ma con serenità: e cosa mi può importare? Contrasse una non frequente epatite C acuta, da cui guarì bene o comunque sembrava. Faceva pure la terapia, che non gli faceva assolutamente nulla. O almeno così mi sembrava, ma non lo curavo io. Con me era sempre estremamente gentile. Si fermava sempre a salutare, era ossequioso, ma non esagerato, non untuoso. Sarà perchè io non gli rompevo le palle, come fanno gli psichiatri veri. E gli sorridevo. Un sabato mattina ci mettemo a chiacchierare con un gruppo di matti e c'era anche Enzo. Aveva bucato da poco, aveva i segni sugli avambracci e la pancia sempre più gonfia. Ma sembrava rassegnato. Non era affatto triste. Diceva che erano anni che non trombava più, ma non sembrava una cosa di qualche inteteresse. Enzo viveva in un altro Mondo. Due giorni dopo, per strada, ha chiamato un tipo e ha detto: muoio! Era vero. E' rimasto stecchito al suolo, in attesa del solito solerte e ben pagato Magistrato (la divinità del nostro tempo infelice). Era in piazza. Io l'ho letto sul giornale, il giorno dopo. Mi è dispiaciuto anche per i genitori che non volevano assolutamente che fosse considerato drogato. Non so bene perchè dato che, in genere, si preferiscono i drogati ai malati di mente gravi. Non sono andato però al funerale. Amen Uè ragazzi, stiamo scomparendo! Ormai i miei lettori, i miei lincs attivi saranno 6 o 7. E' normale: il blog è effimero. E' bello che ciò accada. Niente è destinato a durare. Anche questo blog è cambiato, ma io credo che non lo interromperò, com'è l'uso. Solo diventerà sempre più solipsistico, autoreferenziale. Un vero diario, una agenda rivolta più che altro a me stesso. Prima, ogni tanto, scrivevo pezzetti comici, storielle, poesie. Ora solo della mia vita, tra l'altro sempre più palese, sempre più nuda. Mi aggiro nudo e grinzoso per internet, fra l'indifferenza generale. Ho rivisto Gloria, che però non usa più il suo blog. Anna, l'ideatrice di questo blog, lo ha reso giustamente privato, dato che è ossessionata dalla privatezza ed io direi dal segreto (e questo è pure interessante). Ciffola, ossia Antonella, latita fra gli ortaggi e l'amante ligure. Nella stessa zona è Evvivhi, che ho conosciuto, con la bella Sbt_Al_Rm, il cui nick è difficile da capire come il segreto delle piramidi Maya. Si è riaffacciato per un dodicesimo di secondo il mitico, incommensurabbile, incensurabbile, inimitabbile ed insuperabbile Capone, con la bellissima gnocca Dana , il Pigli e il Criminale, ma, come ogni cosa bella e buona, altrettanto rapidamente è scomparso, fra i cumuli di monnezza bruciata e i giovani camorristi in mutande che sparano in mare. La Perci cambia idea ogni 0.4 millisecondi, apre e chiude il blog 78 volte al giorno, mi ama e mi odia e mi ha obbligato a togliere il link. Tiene banco la Spezzaincantesimi, una produttrice notevole di items ed analisi terribili, in cui tutti siamo destinati alla sconfitta morale e al disonore intellettuale, oltre che alla miseria e che ha raccolto un bel gruppetto di donne indiavolate, tra cui primeggia la leggendaria MYCURE. MyCure, MyCure, MyCure come vorrei conoscerti! Così diversa, spaziale, astrologicamente contorta, sessualmente ventriloqua. Casalinga operaia, madre severissima, pedo-pornografa, cinica, con le idee chiare come il cristallo rotto di Casal di Principe. Bello. Le due: Spezz e MyC, insieme anche alla Ves (velocità di eritrosedimentazione), ossia la Sposa, di Torino o analogo, cui si aggiungono la bellissima Mafalda, tenerissima ma carica di inquietudini, e Lillà, la più definitivamente saggia e posata (ma con una figlia Micol da incorniciare) formano una piccola comunità viva e vivace. C'è poi Elenù (che è una gran gnocca), la bellissima Esse (che è una gran gnocca), un estraneo (che è una gran gnocca), Cinas (che è una gran gnocca) e alcuni altri, che ugualmente formano un piccolo forum di gran gnocche intellettuali di sinistra anarchica, con qualche venatura di poesia intimistica ed ermetica dialettale. Qui c'è pure il grande teatro austro-ungarico-carsico. Un Collega è Artur Scantini, che ho scoperto aver scritto un VERO libro (mica le cazzate scolasticamente riprovevoli che produco io), che si chiama Third e che segue Second, First e Zero. Anche lui riceve un piccolo numero di commenti femminili perchè, occorre dirlo (io lo posso dire), è una gran gnocca e questo si legge. Io sono poi l'unico lettore, ma proprio l'unico, di Goreki senza più il Freak (rimasto a Napoli a studiare medicina aereospaziele e sessuologia), cioè la bella gnocca Carmen, che vive a Barcellona e canta la Taranta a La Cueva e ogni tanto scrive cose del tutto incomprensibili e quindi belle. Più raramente leggo la Sicilia di Girodiboa o Senzapiù. Ma la Sicilia (qui mi scuseranno tutti) è molto lontana. Ci sono stato 3 volte, una in viaggio di nozze (forse sarà per questo), ma la trovo un posto veramente molto lontano, superato solo dalla Calabria, ma qui siamo proprio al limite massimo, oltre c'è l'abisso oceanico. Mi scuserà la bella emigrante, Signorina Marietta e la gran gnocca di Mata. Sono luoghi dimenticati da Dio (che si è fermato a Eboli), ricchi di storia e di leggende, è vero, di umanità, di mascolinità. Un gruppo storico ed insuperabbile è quello dei PIGRI, che mi permetto di consigliare a tutti, cani e porci, froci e anche eterosessuali, lesbiche e transgender, oltre che comunisti e liberali di centro. Galeandro è un piccolo genio (del male, ma nel senso buono). Ma pure Marcazz, Sarabanda, Cianobofsone e tutta la banda è decisamente over the top. Fugiko, dopo essersi laureata (sembra impossibile, ma è vero) si è addirittura innamorata, trasferita a Bologna, cerca lavoro e, come donna o simile, in pratica, non esiste più, è un coacervo informe di sentimenti ed emozioni altalenanti. Una cosa da far accapponare la pelle ai capponi. Auguri a tutti quelli che rimangono. Ma Auguri anche a quelli che dolcemente se ne vanno. I blogghers che ho conosciuto: Evvivhi, Sbt_Al-Rm, Elenù, Bellissima Esse, Estraneo, Perci, Capone, il Criminale, Goreka, Spezzaincantesimi, Lillà, Artur Scantini, Ciffola, Allegra. Ne valeva la pena.
02/06/2008 mangio male -> vado in sovrappeso -> il mio colesterolo sale -> la colpa è del colesterolo!
Che tempo! Poi io e Marta siamo stati a Cecina, e pioveva! Ma la Marta ha fatto il bagno ugualmente. La strada di ritorno, cioè la volterrana, che giunge fra ininterrotte colline sino al Galluzzo, è veramente strepitosa. Anzi, devo dire senza apparire eccessivo, che la Toscana è strepitosa. Specialmente la campagna toscana. Non solo il Chianti o le colline senesi, ma tutta la Maremma, le colline pisane, la zona di Volterra, il Mugello, il Pratomagno, la zona dell'Amiata e anche il resto. Meno bella la costa, ormai assalita da orde di bagnanti esteticamente discutibili. Con l'eccezione della piana di Firenze, Sesto, Calenzano, Prato, che è una specie di pianura Padana, la Toscana è veramente bella. E quindi improduttiva. Stranamente ciò che rende è orrendo, come appunto certe zone del nord-est e dell'interland milanese, veri obbrobri estetici e quindi eccezionalmente produttivi. |
Cucimi una storia addosso
Un'altra non la mia
che mi stia bene però
pur non raccontando di me
che mi calzi a pennello
e mi reinventi
che mi stupisca io stessa di come sarei potuta essere
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