31/03/2008
Mercoledì sera a Milano, fino a sabato mattina.
Ho completamente trascurato il mio fisico. Però quando ero in Isaraele sentivo Dario Vergassola nel suo CD "manovale gentiluomo" e specialmente i pezzi: non ho il fisico e non me la danno mai. Veramente ero, per caso, in compagnia proprio di un fisico (mio nipote). Ma vedi un po'. Comunque di correre non se ne parla proprio. Però a Trieste ci vado lo stesso.
E ora: al lavoro!
30/03/2008

28/03/2008
Israele è fatta così. Almeno per quelli come me, privati dalla natura di ogni forma di poesia, non si può eludere la domanda: ma questi ebrei saranno più intelligenti o capaci oppure è tutta una questione di soldi e di cicli storici? Che poi è la stessa domanda che si può fare riguardo alla nostra questione meridionale: saranno quelli del nord più intelligenti o capaci oppure è tutta una questione di soldi e di cicli storici?
I paesono arabi, quelli integrati, tranquilli, abbastanza ricchi, sono tuttavia orrendi a vedersi e disordinati, caotici e pure sudici all'aspetto. Un po' come i paesoni della Campania, della Calabria e della Sicilia. Veramente orrendi. Poi magari entri nelle case e trovi tutto elegante, ben sistemato, pulito. Fuori c'è una accozzaglia senza alcun ordine di case orientate in ogni direzione, mezze finite e mezze no, mezze abitate e mezze no, progettate a casaccio, lasciate al cattivo gusto, con fili elettrici dappertutto, nessuna strada preformata.
Certamente non sta a me spiegare o capire come mai gli arabi o i meridionali facciano dei luoghi così brutti. Forse non si fidano l'un l'altro, tranne il nucleo familiare. Inutile ricordare i millenni di gloriosa storia, da Avicenna alla Scuola Salernitana. Ora mi pare che siano tutti molto, molto, troppo furbi. Gli arabi, come i meridionali, si fanno vanto della loro scaltrezza e vivono generalmente nella merda. Forse è il luogo migliore del mondo.
Gli israeliani campano vivendo Hi Tech. In pratica sviluppano idee direttamente dalla ricerca pura, teorica, tramite società che si chiamano start up, finanziate direttamente da gruppi di capitalisti. Sono il terzo paese al mondo in questo genere di faccende. E' una vita dura. E chi può capirci qualcosa?
Non ho ancora smaltito la stanchezza.
Ora c'è da pensare a Milano, al Corso sul trattamento dei pazienti bipolari. E poi sabato è il compleanno di Marta. E, nel frattempo, ricuparare tutto il lavoro. Uffa!
27/03/2008
Tornati ieri sera da Israele.
Abbiamo sbagliato completamente abbigliamento! In Israele c'è la temperatura che da noi fa a giugno e quindi tutte le felpe, golf, calzini, giubbotti portati erano del tutto inutili. Non importa.
Israele è senze dubbio consigliabile. Per molti motivi. Il primo è che, in pratica, non ci sono turisti o quasi, ci sono pellegrini, il che è tutta un'altra cosa. Il secondo motivo è che non esiste al mondo un altro posto con un guazzabuglio simile di razze, etnie e, soprattutto, di religioni: ebrei, cristiani latini, islamici, ora anche bahai, drusi, maroniti, copti, greco-ortodossi, anglicani, battisti, sefarditi, monofisiti, arabi cristiani, arabi israeliani e chi più ne ha più ne metta. Arduo capirci qualcosa, anche solo superficialmente. Il terzo motivo è che il posto è davvero bello. Alcune cose sono di dubbio gusto (come certe cose a Yerushalaim), altre proprio brutte (come tutti i cosidetti nuovi, enormi villaggi arabi), ma, nel complesso, una meraviglia assoluta. E c'è da aggiungere che io non ho alcun afflato mistico e quindi visitare il Santo Sepolcro non mi fa alcun particolare effetto. Eravamo lì proprio il giorno di Pasqua. Stranamente non c'era molta gente (laggiù va tutto al contrario). Però la coda è molto lenta perchè si entra 6 per volta nella grotta. Ci passavano tutti avanti, specie i russi, che sono proprio brutti. Comunque sia dopo un po', di comune accordo, ce ne siamo andati senza neppure vederlo il Santo Sepolcro. C'era un caldo della Madonna, che però è meglio spendibile a Nazareth, dove pure siamo stati.
Tel Aviv è una grande città moderna. E' difficile girare perchè tutte le scritte sono in arabo o in ebraico e quindi assolutamente illeggibili. Abbiamo preso un treno da Tel Aviv ad Haifa ed era un problema anche reperire il treno giusto. Ma alla fine ci siamo riusciti. Ad Haifa ci sono i giardini Bahai, l'ultima religione (ma non se ne sentiva il bisogno).
Ho comprato un po' di sali del Mar Morto, che pare siano molto buoni. Il posto invece, secondo me, è osceno. Non c'è acqua, ma una specie di vasellina fetente. Ovvio che si galleggia. Vicino al Mar Morto c'è Masada, con la sua leggenda.
Ho visto anche Cesarea, al nord, fra Tel Aviv e Haifa, dove ci sono degli scavi spettacolari ed un teatro romano bellissimo. Anche il golfo è splendido. Il caldo invece era eccessivo, fino a 37 gradi.
Un giorno sono stato male, una riacutizzazione dell'influenza con mal di testa forte. Il moccio ce l'ho ancora. Oggi si riprende a lavorare e stanotte ho dormito poco. Vedremo ...
20/03/2008
19/03/2008
Domani alle 19.30 parto per Tel Aviv con Alitalia!
Chissà cosa succederà. Io sono moderatamente ottimista. Certo è bello vedere ben 9 sindacalisti che si cagano sotto davanti ad un italo-francese :Cyril Spinetta, che parla pure un discreto italiano. Mah. Io ho delle obbligazioni Alitalia a quindi, ovviamente, spero che vendano tutto e subito ad Air France. Sarà un bene per tutti, specialmente per chi vola. Nessuno, ripeto nessuno, può fare peggio, neppure Bossi. Spero pure che regalino Malpensa a chi l'ha costruita oppure a Moratti e Formigoni. Fortunatamente il mercato ha doti maggiori di quanto si creda e comunque anche regalare Alitalia sarebbe un buon affare.
A Milano ci vado con la fidanzata che mi toccherà far passare per amante, anche per darmi dalle arie in Albergo. Alla reception dovrò dire che faccio dormire una hostess nella mia camera doppia uso singola, poi le faccio frequentare un po' anche il Corso di Perfezionamento per il Trattamento dei Pazienti Bipolari che, se conosco l'ambiente, potrei tranquillamente tenere io stesso. Serata di gala. Ci sarà, spero anche il duplice Collega Artur Scantini (grande autore di blog) e il semplice Collega Di Donato (quello che non legge un libro dal 1964) da Sarno. Ci divertiremo.
Se salto per aria a Gerusalemme sappiate che l'ultimo pensiero che avrò sarà per questo blog.
18/03/2008
Da mercoledì 2 aprile al venerdì 4 aprile sono allo ATA Hotel Executive di via Don Luigi
Struzzo 45 di Milano, per uno di quei inutili corsi inventati e pagati dalle case farmaceutiche (Astra Zeneca) per vendere psicofarmaci.
Qualcuno vuol farci visita?
Non sono bene dove sia il posto.
Sto veramente male fisicamente. La cosa non è spiacevole.
Chi, come me, è abituato alle sofferenze psichiche prova una certa soddisfazione nei dolori del corpo, se non eccessivi.
Mi pare che la situazione Alitalia sia da seguire attentamente.
Giovedì parto per Tel Aviv proprio con Alitalia, ammesso che esista ancora (io posseggo obbligazioni Alitalia!). Tutto ciò è bellissimo!
17/03/2008
Ho contratto una influenza bestiale.
Sto veramente male: naso chiuso al 100 %, mal di gola, mal di testa, senso di vaga confusione. Mi è iniziato ieri al cinema mentre guardavo il film di Verdone (che sconsiglio). Mi sono cacciato a letto e vai di Aulin a sfare. Oggi sono andato a lavorare in auto! Non aggiungo altro, se non che avevo la temperatura a 36.7°.
15/03/2008
ricordi di famiglia
Si era alla fine degli anni '60.
Ora bisogna cambiare, riciclarsi e non era facile. Mio padre era nato il 28 gennaio 1913 e quindi aveva, più o meno, 55 o 56 anni. Era ricco. Ma non sapeva fare nulla di specifico. Era ignorante come un capra. Non era un tecnico delle finanze, non era un vero commerciante (del negozio si occupava la zia Rina), non era un industriale, non aveva le palle per fare un imprenditore. Eppoi aveva paura, non gli piaceva il rischio, temeva sempre di perdere. Aveva fatto la grande scoperta. Che è questa: chi ha i soldi diventa molto importante, lo lodano tutti. E' simile alla scoperta che fanno le anoressiche quando dimagriscono e tutti gli dicono: come stai bene, che bella fica! Lui ci credeva sul serio.
Quindi, dentro di se: Tanti Soldi, Essere Tanto Considerato e Importante. Però i soldi si possono perdere, te li rubano. Metterli in luogo sicuro. Far sapere però che si hanno così tutti ci invidiano. Non spendere mai soldi. Era forma ossessiva vera e grave. Non spendeva una lira! Ma cose da urlo, da pazzo vero. Secondo me l'avarizia era nata nel 1940 quando lo volevano far fuori perchè lui era ricco e gli altri andavano in guerra a morire (anche i parenti, che erano tutti comunisti e socialisti a quell'epoca, non erano felici). Era un imboscato ricco, fortunato e stronzo, logico che potesse stare un po' antipatico. Poi era pure bugiardo. Successivamente divenne mezzo scemo per la tirchiaggine ossessiva ed eccessiva e la paura che gli portassero via i quattrini. il Dio quattrino, come diceva mia madre. Effettivamente mio babbo adorava il Dio Quattrino e il buon Dio, che ama gli stronzi, adesso se lo tiene nella sua Gloria. Gloria in excelsis Deo. Cominciò a fare piccinerie e, invece che svilupparsi, badava a non spendere.
In compenso spaccava il cazzo a tutti in casa e tutti lo odiavano e speravano che morisse.
14/03/2008
Sembra che non cambi mai nulla, ma non è vero.
Sembra che ce lo debbano dire "loro" cosa cambia e cosa peggiora, ma lo possiamo vedere anche da noi.
Anni fa non c'erano tutte queste Agenzie Immobiliari. Qualcuna esisteva, ma erano poche. Non c'erano giornalini di case gratis dappertutto, in ogni luogo. E si facevano meno case, non c'erano tutti questi cantieri.
Anni fa si poteva ogni tanto trovare posteggio per la macchina.
Anni fa non c'erano tutti questi negri, ebrei, asiatici, rom, albanesi, mussulmanì, peruviani in giro. C'erano quasi tutti italiani, al massimo sardi e calabresi, e turisti giapponesi.
Anni fa le domestiche in casa erano italiane, le infermiere negli Ospizi (cui si dava la mancia) erano italiane e anche le puttane erano italiane, alcune tossicodipendenti.
Anni fa si vedevano i tossici brutti per strada.
Anni fa non c'erano tutti questi vecchi che ci sono oggi. Oggi che ho 52 anni mi sembra di essere un bambino; nel giardino l'età media sarà 80 anni e ci sono diversi bambini, ma l'80 % è formato da vecchi sfatti, rugosi, incartepecoriti, ripugnanti.
Anni fa anche io guardavo la televisione.
Anni fa si credeva in qualcosa che coinvolgesse un gruppo ampio, forse un partito, una classe, un'idea comune.
Anni fa io stesso ero molto più giovane.
diciannovesimo giorno
Oggi, sono le 5 e 20 di mattina, inizia il diciannovesimo giorno. Risultato? Positivo direi.
Magari, chissà, questo, proiettato nel futuro, potrebbe essere uno di quei momenti di snodo, di cui ti accorgi anni o mesi dopo. O, invece, essere un momento della vita, posto prima di un altro, uguale, e dopo un altro, uguale anch'esso. Chissà...
Mi ricordo che alla fine del 1994 un mio illustre Collega, lo stesso che domani terrà una Lettura Magistrale sul delirio in un Convegno qui a Firenze (ma io non ci vado, è roba di psicoanalisi, non va bene per me), questo Collega dicevo, che in quei tempi lontani lavorava con me (adesso è Professore Universitario e da anni), mi chiamò nella sua stanza e, senza tanti preamboli, mi disse che ero un alcoolizzato e che dovevo fare qualcosa per curarmi. Fu una cosa rapida ed efficace, forse 5 minuti. Capii subito che qualcosa, una illusione, si era rotta. Quello, ex post, è stato un momento di snodo e me ne sono accorto subito. Tanto è vero che, alla fine di quell'anno (1994), questo bravo Collega cambiò lavoro ed io gli scrissi un biglietto e glielo inviai a casa, per ringraziarlo. Chissà che fine ha fatto il biglietto e cosa direbbe di me, oggi, dopo tanti anni, il mio illustre amico. Perchè in fondo quello fu un vero gesto di amicizia.
Ma naturalmente non esiste solo l'alcoolismo. Sarebbe troppo banale. Finito un problema, ammesso che finisca, ne inzia un altro. E si riparte o si prosegue, quasi ignari a volte di aver chiuso un capito per aprirne un altro, di un altro testo, di cui magari non si conosceva neppure l'esistenza. Faccio un po' il misterioso, eh?
E' per tenere elevata la tensione narrativa.
13/03/2008
sguardo
Se ti vedi puntati gli occhi negli occhi ti entra in vibrazione tutto il cervello, è come se scattasse un potente messaggio, tipo: ti devo dire qualcosa di importantissimo, di eccezionalmente importante. A quel punto non riesci più ad allontanare gli occhi dal nero delle pupille e diventi uno schiavo (per poco!). Ti senti proprio chiappare, risucchiare la mente. Se uno pensa che una pupilla sarà 2 o forse 3 millimetri si può capire la precisione, oserei dire diabolica, del meccanismo. La sensazione, che tutto conoscono, è di sentirsi impossessati, e comunque fa sorgere obbligatoriamente una domanda: cosa c'è? che è successo? cosa mi vuoi dire? Dimmi, dimmi, dimmi! C'è un urlo muto in quegli occhi che ti guardano fisso, per più, direi, di circa mezzo secondo (ma il tempo non l'ho mai calcolato, forse basta anche un quarto di secondo). Altro che l'urlo di Munch, quello è un urlo molto più potente!
11/03/2008
Non ho vinto l'asta, ma non importa. L'hanno aggiudicata a 40.000 euri di troppo.
Piove molto ed io mi bagno sempre in motorino. Credo che questo faccia bene alla salute.
Però i consigli sulla dermatite seborroica sono deludenti.
E l'Accademia della Crusca?
Sto facendo un mucchio di cose. Tra 55 minuti asta. Poi lavoro. Figlia. Domani Accademia della Crusca.
Mi sembra che tuttavia le crosticine della dermatite seborroica non peggiorino troppo.
Ma ketokonazolo va bene o, a questo punto, è meglio aggiungere un cortisonico o/e acido acetilsalicico?
10/03/2008
Scritto da me può sembrare ridicolo, ma forse ci può salvare solo la poesia.
08/03/2008
Oggi avrei voluto scrivere un post macroeconomico. Il succo sarebbe stato questo: sapete come facciamo a vivere e a sperperare tanti soldi, nonostante tutto? Risposta: coi soldi che abbiamo messo da parte noi e i nostri genitori e, qualche volta, i nostri nonni. Tutta roba del millennio passato. Tutta questa storia dei redditi è una balla perchè ormai il reddito è, si e no, il 30 % della ricchezza degli italiani. E si riduce. Siamo tutti finanzieri. Ecco tutto.
Ma mi piace troppo la Poesia di Elenù.
Così il post macroeconomico non lo scrivo e chi vuole può leggersi "la ricchezza degli italiani" Ed. Il Mulino, di Luigi Cannari e Giovanni D'Alessio. E' già un po' vecchio (2004), ma mi pare misurato.
Oggi è la festa della donna e io la passo con la mia, cioè Marta.
Cucimi una storia addosso
Un'altra non la mia
che mi stia bene però
pur non raccontando di me
che mi calzi a pennello
e mi reinventi
che mi stupisca io stessa di come sarei potuta essere.
07/03/2008
Cucimi una storia addosso
Un'altra non la mia
che mi stia bene però
pur non raccontando di me
che mi calzi a pennello
e mi reinventi
che mi stupisca io stessa di come sarei potuta essere.
postato da: lacenere
Fatta la seconda notte. Stavolta infernale: tre ricoveri, un TSO, ferita lacero contusa in Reparto. Succede sempre così. Ora sono veramente stanco.
Ora devo sistemare l'avvocato, poi di nuovo di guardia in ospedale per ultime 6 ore delle 30.
Nella mente preparo un grande affresco macroeconomico, che delineerà inutilmente le sorti dell'Italia.
06/03/2008
Fatta la notte. Ora doccia, ambulatorio e di nuovo notte in Ospedale.
Mi sta aumentando la dermatite seborroica e mi squamo.
Leggo: la ricchezza degli italiani.
Ho prenotato, come consigliato da Bruno, i ragazzi del coro da Feltrinelli. Ascolto Paolo.
Mi pare che oggi sia l'undicesimo giorno.
04/03/2008
nono giorno
16/05/2004
Bene, bene. Si comincia.
Ho sempre scritto e-mail agli amici, da oltre 4 anni, ma non ho mai avuto un blog. Anzi, so cos'è un blog da non più di un anno. Ci deve essere una certa dose di esibizionismo in tutto ciò.
Qualcosa di post - moderno.
Non ho ancora deciso se scrivere di temi poderosi e dotti oppure di cazzate. Mah ...
La risposta è sempre la stessa: pensatela come volete.
Buona sera, I'm the old Potossolo. The answer is always the same: what is Potossolo?
Così è nato questo BLOG il 16 maggio 2004, quasi 4 anni fa.
Ero diverso, ero uguale, ero migliore?
E tutto questo ha un senso?
Adesso indosso una maglietta blu da Superman e mi chiedo: mi sarebbe utile avere un amico con cui confidarmi? Ma un blog non è una specie di amico con cui confidarsi? No, mi pare proprio di no.
Non ho neppure capito se scrivo per farmi leggere, ma credo proprio di si.
Mi piacerebbe molto piangere forte e arrabbiarmi troppo.
Mi piacerebbe anche scrivere un post su come funziona l'economia italiana, un post macro-economico, da cui risulti che, in fondo, lavoriamo e studiamo o non lavoriamo e non studiamoper una specie di malattia contagiosa sociale.
Mi piaceva l'idea di scrivere un libro, ma quello l'ho fatto. E questa è una bella cosa. Quando il libro sarà pronto lo regalerò a molta gente. Alcuni non li conoscete perchè vivono nel mondo cosiddetto reale, ma altri siete proprio voi. Di alcuni conosco la faccia e l'indirizzo, di altri nulla, non so neppure che esistono o se esistono. Una copia del libro la vorrei regalare ad Elena, alla Prussurè, alla Perci, a Capone (ma non so come fare), a Galeandro, alla Quasar (che è scomparsa da anni), alla Carmen from Catalunya, a una Patrizia che mi ha fatto conoscere la patafisica, a Gloria, ad una bionda fascinosa che aveva un bel blog ai tempi dei Putrids on the Rock, al Collega Scantini e a tanti altri che, spero, mi scuseranno (cito a memoria).
Mi piaceva l'idea di viaggiare e, un pochino, ho fatto pure quello.
Mi piaceva l'idea di prendere decisioni importanti e anche quello, almeno in parte, l'ho fatto.
Ho smesso di fumare ho ripreso a bere, ho rismesso di bere, ho smesso di mangiare carne, sono dimagrito e poi ingrassato. Mi sto rifacendo crescere la barba.
Cerco di non ossessionarvi e ossessionarmi con questa storia dell'impotenza.
Ma non so se ci riesco.
Ho deciso che non correrò mai la mezzamaratona perchè quello non è un obiettivo mio, è l'obiettivo di un altro, meglio di me.
E non smetto di scrivere.
ottavo e nono giorno
02/03/2008
settimo giorno
Il settimo giorno il brutto dio impotente si riposò
01/03/2008
sesto giorno
Tra il sonno e il sogno
tra me e colui che in me
è colui che suppongo,
scorre un fiume interminato.
È passato per altre rive,
sempre nuove più in là,
nei diversi itinerari
che ogni fiume percorre.
È giunto dove oggi abito
la casa che oggi sono.
Passa, se io medito;
se mi desto, è passato.
E colui che mi sento e muore
in quel che mi lega a me
dorme dove il fiume scorre –
questo fiume intermina.
Fernando Pessoa
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Cucimi una storia addosso
Un'altra non la mia
che mi stia bene però
pur non raccontando di me
che mi calzi a pennello
e mi reinventi
che mi stupisca io stessa di come sarei potuta essere
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