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*** potossolo ***

29/02/2008

quinto giorno

Il quinto giorno parla il francese di Boris Vian:

 

La vie, c'est comme une dent

D'abord on y a pas pensè

On s'est contentè de macher

Et puis ca se gate soudain

Ca vous fait mal, et on y tient

Et on la soigne et les soucis,

Et pour qu'on soit vraiment guérì

il faut vous l'arracher, la vie.

 

postato da potossolo alle 19:09 | link | commenti (1)



28/02/2008

quarto giorno

Stavolta nessuna poesia

Perché la poesia è qualcosa

Che non s’adatta al peso.

Ci vuole leggerezza per la poesia.

 

Anche la poesia tragica è leggera.

 

Ogni tanto, invece, senti  il mondo

Che ti preme addosso, dappertutto.

Non senti la consolazione

Non senti il canto di uccelli.

E non ascolti musica.

 

Anche la poesia è stupida.

 

Quando un uomo sente il dolore

Tutto l’universo sente il  dolore.

E tuttavia passa, passa, passa.

Non l’ho sempre detto? Tutto passa.

Tutto passa, sì, basta aspettare.

 

Lì, di fuori, vicinissimo, è pieno di

Bellissime occasioni.

 

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27/02/2008

terzo giorno

Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore.

e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuna di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi..

 


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26/02/2008

secondo giorno

Cosa ricava un uomo

da tutte le sue pene?

Cosa ricava dal torturarsi il cuore?

Dai dolori che soffre sotto il sole?

Oh giorni pieni di patimento e rabbia!

Neppure quando è notte riposa il suo cuore.

Anche questo è vanità.

 

                                 Ecclesiaste, 2, 22-24

 

 

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25/02/2008

primo giorno

Mi piacerebbe essere un altro

Di me mi sono annoiato.

Tutta la vita a ripetere le stesse cose,

sbattere la stessa testa sugli stessi muri

sempre ugualmente duri

e sentire lo stesso dolore

ne’ più, ne’ meno.

Vorrei, una volta almeno,

stare nella testa di quel signore

che rideva a tutte l’ore.

Al cinema grugniva come maiale

Anche ai film di Natale.

Quella risata lunga e oscena

Sarà per me una cantilena

o un eterno rimpianto.

Ma andrebbe bene anche la signorina

con le poppe diritte e dure.

Che la guardavano tutti,

ma lei, altera,

austera e fiera,

proseguiva in su la via

verso gli antichi studi

e ripeteva i suoi versi.

Ma anche voi,

miserabili sudditi

fuggiti davanti al sole imperiale,

anche voi vorrei visitare

dal dentro.

Non dal fuori,

signore o signori.

Ladies and gentleman,

Damen und herren.

Un’ora solo lo vorrei

Per sentire quello che tu sai

Ed in quell’ora proverei

La vita mia in te!

E invece no!

Sempre le stesse cosine,

agghindate dalle mie manine,

intelligentine, simpaticine.

Che noia!

 

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23/02/2008

Forse sempre no
ma t'ho pensato

                    S. in lagioiadidire

 

 

 

postato da potossolo alle 22:39 | link | commenti (8)


C'è bisogno di una pausa di riflessione

 

postato da potossolo alle 14:48 | link | commenti (2)



22/02/2008

I lettori di un blog amano la poesia e, più che altro, le storie intime, vissute.

Non si vive di solo pane o di solo pene, dice il Vangelo, ma di ogni parola che esce dalla bocca del Signore. E quindi parliamo un po' di soldi. Altro che amore malato ...

Improvvisamente tutti parlano di recessione, riduzione della crescita, scoppio di bolle (che schifo!)...

E' sempre così. Una cosa bisogna tenere a mente, semplicissima:

L'informazione è tutta strettamente controllata.

In questo si salva internet perchè, in questo mare magnum et confusum, c'è tutto di tutto. Grazie all'uomo.

Dunque: esiste una crisi immobiliare (è in atto da 8 mesi, anche se non lo dice nessuno) che si acuirà nei prossimi mesi. Questo è del tutto indipendente da chi vincerà o come vincerà le elezioni, le quali contano pochissimo (tranne che per un fatto etico, cioè lo schifo umano che provo per esseri come Berlusconi).  La contrazione del credito, che esiste ed è certa, non ha un effetto devastante. Il motivo principale è che il parco buoi viene opportunamente drogato con notizie false o omissioni. Dato che non è immaginabile che chi detiene il potere se ne stia a guardare, con le mani in mano, dove si rivolgono le attenzioni di costoro? E per costoro, è chiaro, intendo chi veramente conta e cioè le banche. Ebbene io credo che il prossimo business, dopo quello immobiliare, sarà quello delle materie prime e delle fonti rinnovabili.

Meditate, gente poetica, meditate ...

 

postato da potossolo alle 15:12 | link | commenti (10)


Sembra impossibile, ma si è aperta una piccola discussione sull'amore malato. Secondo alcuni l'amore non dovrebbe essere malato e quando ciò avviene occorrerebbe allontanarsene. Secondo altri, invece, ciò è quasi inevitabile. Questi ultimi questo concetto poetico lo sentivano "a pelle".

Io credo che, al solito, tutti abbiano ragione. Le donne CAD (quelle che cercano l'uomo per i suoi attributi) tendono inevitabilmente a sviluppare "passioni" nel senso, appunto, di amore malato. Le donne DAD (quelle che cercano l'uomo buon padre per i loro futuri figli) tendono, in linea di massima, a rifuggire l'amore malato. Gli uomini, che si selezionano in base ai desideri femminili, sono più distaccati, in genere.

E' vero però che l'amore malato è il più poetico.

 

 

postato da potossolo alle 08:30 | link | commenti (9)



21/02/2008

Tra pochi minuti inizia la cena dell'amore malato.

Perchè amore malato? Nessun perchè o molti perchè. Io opto per i tanti perchè perchè sono così: una piccola testolina di legno marcio. Dunque: amore malato perchè l'amore è malato, sennò è consuetudine, stima, rispetto, amicizia o forse innamoramento, passione, prurito sessuale. Ma l'amore vero, ammesso che esiste (ma esiste?) è malato. E' gracile. Finisce sempre col morire. Si consuma, tossisce, sputa sangue.  Dimagrisce, si sfigura, rende brutti. Porta ad eccedere con le droghe. Fa soffrire molto. E' ingiusto. Alcuni, stoici, non lo vogliono dare a vedere. Altri, isterici, lo danno a vedere pure troppo, si agitano, urlano, piangono, si dimenano.  Sono patetici e meritano la morte. E' un fenomeno malato, è malattia. E' consunsione, è un cancro benigno che ti rode l'anima, che non abbiamo.

E dunque la cena è in onore di questa comunissima malattia.

Ma tanto: chi se ne frega?

 

 

postato da potossolo alle 19:48 | link | commenti (7)


A m o r e      m a l a t o  

 

postato da potossolo alle 07:37 | link | commenti (4)



20/02/2008

In tutto questo blog (ormai uno dei più antichi!), in tutta la mia vita c'è un punto comune.

Questo è l'ammirazione e l'invidia per la CATTIVERIA.

Come deve essre bello essere cattivi, crudeli, ingiusti. In tutta,  tutta la mia vita mi sono sempre augurato di essere cattivo, ingiusto, stronzo, stupido e crudele.  Forse è una questione di famiglia, dato che mio padre era, in effertti, cattivo, ingiusto, stronzo, stupido e crudele. Ed è stato sempre amato ed adorato da tutti.

Io penso, per esempio, che Adolf Hitler sia una delle persone più AMATE di tutti tempi, anche dagli ebrei. E non scherzo affatto. Hitler era amatissimo, adorato, idolatrato da tutti coloro che lo circondavano e, secondo quanto so, anche gli stessi ebrei, subito prima di essere ammazzati, lo amavano. Come si può non amare uno come Hittler? Voi pensate che io scherzi, ma non è così.

La cattiveria è ciò che più è bello e sano e giusto.

 

 

postato da potossolo alle 18:47 | link | commenti (7)


Ma poi penso a Berlusconi
e mi si sgonfiano i coglioni.
Mi si risgonfiano le palle
e non so più dove cercarle.
E quando penso a quel biscione
mi si abbassa la pressione.
L'apparato genitale
c'ha un collasso verticale.
Quando penso a Berlusconi
il testicolo s'ammoscia
tutto il corpo mi s'affloscia
ogni cosa mi va giù
e non si rizza più.
Non mi si rizza più.
E tu pensi ad uno scherzo
una cosa da uno perso
uno che si tratta male
perchè ha l'anima maiale
uno che è triste e teso
e diventa troppo peso,
e ripete all'infinito
umorismo troppo trito.
Invecchia il cazzo, lo si sa,
ce lo dice Alì Babà
e s'aggiungono i ladroni
ch'hanno sgonfi anche i coglioni.
Son quaranta e stanno soli
come l'escherichia coli,
germe più che mai indigesto
con il vino e con il pesto.
Ma non scherzo,
il fatto è vero,
e lo leggi nel pensiero.
Mi si risgonfiano le palle
e non so più dove cercarle.
E quando penso a quell'ormone
mi si abbassa la pressione.
L'apparato genitale
c'ha un collasso verticale.
Quando penso a Berlusconi
il mio  pene c'ha l'ambascia
tutto il corpo mi s'affloscia
ogni cosa mi va giù
e non si rizza più.
Non mi si rizza più.
 
 
postato da potossolo alle 13:35 | link | commenti (2)


il blog è una poesia scritta da un maiale

Intensamente vorremmo chi non c’è più
Accanto a noi per condividere
Gioia e dolore, nessun rimpianto
Il ricordo spinge in gola la pressione
La corazza è dura e il nodo regge
Non riportiamo in vita nessuno
Nessuna fiaccola, nessuna trombetta
Nessun cappellino, nessun tappo saltato
Ne ucciderà mai il ricordo.

                     Moschina bellina


postato da potossolo alle 11:35 | link | commenti (4)



19/02/2008

Giovedì 21 febbraio si farà la cena dell'amore malato.

A casa mia, come sempre, perchè queste son cose mie.

Sono la mia passione, da bravo immaturo.

Amore malato vuol dire amore non normale, non ovvio, non sano.

Certo una cena può voler dir poco, lo si capisce,

ma speriamo che qualche tradimento, qualche trombata immotivata ed umorale,

qualche occhiata carica di voglia di fica, qualche battuta volgare e feroce,

possa venir fuori. Non è detto.

Siamo così educati, corretti, gentili, colti. Evoluti.

Insomma: una palla mortale, una noia soporifera, un grigiore tedesco,

un piattume inebriante, un oblio forzato, una necessaria tossicodipendenza da TV commerciale,

un consumismo selvaggio e stupido e creme di bellezza, Botox e chirurgia plastica.

E poi palestre per le fighe anziane, sport malvagio,

corsi di yoga sessuale, rebirthing, medicina ayurvedica,

letture metafisiche e molta, molta, molta droga.

Ma la droga ONESTA, da madri di famiglia.

Venite a peccare qui da me, almeno col pensiero.

 

postato da potossolo alle 23:39 | link | commenti (13)


la mutanda
è una che danza
e lentamente
si rivolta
e resta senza,
si trasforma
si migliora,
anche se ciò può
dare luogo a qualche aurora
per un'ora
per due ora
è sempre ora,
in un luogo un po' deserto
un po' triste e sconosciuto:
è una landa
è così che si capisce
la mutanda.
postato da potossolo alle 18:44 | link | commenti (6)



18/02/2008

le cose che non ho dette

Per quelli un po' più raffinati e per gli esteti un consiglio piccolo: leggetevi l'introduzione (solo quella, può bastare) del Tractatus Logico-philosophicus di Wittgenstein. Mi è molto piaciuto questo autore, di cui posso dire, con un certo orgoglio, di non aver mai capito un cazzo.

Dice Wittengenstein che le cose più importanti sono quelle che non sono state scritte nel suo tractatus. E qui, mi pare, mostra tutta la sua grandezza, perchè solo un grande davvero può scrivere una cosa del genere. Similmente, ma più in piccolo, è Kurt Schneider che nel suo modesto, ma citatissimo trattato "psicopatologia clinica", scrive: quando questi fenomeni appaiono in modo evidente, allora posso dire, con tutta modestia, che si tratta di schizofrenia. Solo uno grande può scrivere così (ed erano concetti del tutto erronei! Ancora più meraviglioso).

Così vorrei lasciare due righi, piccoli, per tutto ciò che non ho scritto e non ho detto. Le cose senz'altro migliori e, spero, quelle che mi sopraviveranno. Dopo che sarò morto vorrei che mi si ricordasse per tutto ciò che non ho detto. E sono molte cose. Io cerco di scrivere e dire il meno possibile, ma, inutile aggiungerlo, molto sfugge. Purtroppo.

Ai miei piccoli, insignificanti amori vorrei dedicare, da qui alla fine della Galassia, tutte le frasi, i pensieri ed i ragionamenti che non ho scritti, non ho detti. Questo è il bello dalla mia vita: quello che non ho fatto.

Spero di riuscire ad ampliare sempre di più questo non dire.

 

postato da potossolo alle 22:04 | link | commenti (8)


Una cappa oscura,

gli occhi sono pesti,

il peso di tutti gli anni

gli uomini più mesti.

Vorrei potere bere

senza interruzioni

un miliardo di chilometri

di urla e imprecazioni.

 

postato da potossolo alle 08:17 | link | commenti (4)



16/02/2008

E' sera...

Alla sera tutto sembra più buono, possibile, sereno.

Peccato che poi arriverà la mattina amara.

Allora: se mi riesce fare i passaporti il 20 marzo parto per Israele, poi il 3 aprile vado a Milano, il 3 maggio a Trieste e verso il 20 maggio si prova a fare un pezzo di cammino di Santiago de Compostela.

 

postato da potossolo alle 22:35 | link | commenti (2)



15/02/2008

C'è una cosa da aggiungere. Sarà pure vero tutta questa virtù del sesso, ma mi pare un po' esagerata, una specie di opposto di tutto il male che doveva fare ai miei tempi. Ma tant'è.... le mode.

Però c'è da considerare che non esiste solo l'anima, ma pure il corpo (lo so: il dualismo cartesiano non va di moda, ma è linguisticamente inevitabile). Puoi pure essere d'accordo, ma se il resto del corpo non reagisce, come si dice qui (in Toscana, provincia di Firenze, comune di Firenze, quartiere di Novoli, zona detta il Sodo) l'è maiala.  Inutile girarci intorno con mille bellissime capriole.

 

 

postato da potossolo alle 23:12 | link | commenti (9)


Se vengo a Milano ad inizio aprile chi trovo?

 

postato da potossolo alle 20:16 | link | commenti (9)


vorrei fare l'agente immobiliare

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oggi si parla di me

Ci sono giornate si e giornate no. Oggi è una giornata no, quelle che preferisco.

Al lavoro ogni sorta di seccature. Poi l'asta che avevo vinta (a nome di mio figlio) forse sarà invalidata per motivi incomprensibili. Avevo preso informazioni per fare i passaporti ai figli e mi è stato detto che stasera l'ufficio della Questura era aperto. Certo è strano che uno di 52 anni, con la mia esperienza, si fidi di ciò cher gli viene detto da una delle informazioni. Strano, ma vero. Comunque la Questura era giustamente chiusa. Tutti gli uffici della Polizia di Stato fanno il medesimo orario (sono aperti nel pomeriggio del giovedì dalle 15 alle 17), dimostrando che questa parte dello Stato è colonizzata da personale proveniente ESCLUSIVAMENTE dal sud Italia, cioè una parte del mondo dove vige la legge della famiglia. Poi mi è saltato tutto l'impianto elettrico quando ho cambiato alogena alla piantana. Ho pure preso la scossa. Ma il bello era che non riuscivo più a far ripartire l'impianto. Meno male che c'è la Marta, che ha risolto il problema.

Mi ero svegliato di pessimo umore, pensando a quanto è brutto invecchiare. Perdere la vista, diventare semi-impotenti, avere le grinze sotto il collo. Queste cose qui, che sembrano battute scontate e stupide. E invece, lasciatemi dire, è triste rendersi conto che il cazzo ti rimane moscio al momento in cui lo avresti voluto duro. Lo so: sono stupidaggini, ma intanto si vive di queste cose qui. Le donne poi non lo capiscono proprio. Loro han problemi diversi.

Tutto normale. Queste sono le giornate più produttive.

 

postato da potossolo alle 18:40 | link | commenti (7)



14/02/2008

                                        Frammento (Firenze)

 

...................................................

Ed i piedini andavano armoniosi

Portando i cappelloni battaglieri

Che armavano di un'ala gli occhi fieri

Del loro languore solo nel bel giorno:

.....................................................

Scampanava la Pasqua per la via ........

.....................................................

.....................................................

 

                                  Dino Campana,  Canti Orfici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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13/02/2008

per le signore donne!

Passione deriva dal termine latino patior, che significa soffrire, provare o patire. In altre parole, si tratta di un insieme di condizioni caratteristiche di un atteggiamento passivo dell'individuo, per opposizione agli stati di si è attivamente la causa. Tale senso del termine è rimasto ed un nuovo significato ne è derivato: la parola passione è adoperata difatti, oggigiorno anche per riferisi ad un'emozione che è più forte di noi, che in un certo senso si subisce, come nell'espressione "avere una passione per qualche cosa". La passione amorosa è il paradosso che vede la ragione scontrarsi con il desiderio dell'altro.Il bisogno della presenza è così forte da trasformarsi in assenza, questo proprio perché la sensazione che soggiace al sentimento passionale è il pensare di non conoscere mai abbastanza l'oggetto dei propri desideri. L'oggetto/soggetto passione è indecifrabile e mai conoscibile fino in fondo. Se si tratta di una persona spesso si pensa: " i suoi occhi mi dicono tutto ma non arrivo mai alla soluzione", "lo sento". Un enigma, un mistero che mai finirà. La passione è una "stregoneria" da cui non si può fuggire. La passione è qualcosa che si subisce ma per quanto razionalizzata è impossibile sfuggirvi.

 

 

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C'è chi ama i post economici e chi li detesta.

Le donne li trovano noiosi, gli uomini spesso più interessanti.

Come spesso accade usurpo una competenza del tutto inesistente. Ma è sempre accaduto così. Persino la psichiatria non me l'ha mai, mai, mai insegnata nessuno ed ho fatto tutto da me, in perfetta solitudine, col mio stile, lo stile che direi solipsistico-razionale. Il primo principio è che bisogna provare a capire. Il secondo principio è che NON bisogna fare ciò che mediamente fanno gli altri e ti consigliano di fare, il terzo principio è che, in ogni caso, sempre un pezzo di merda rimani e che, specialmente se hai qualche successo, è bene che nessuno lo sappia. Si dice ciò che va male, ma si tace su ciò che va bene.

Per quello che concerne il mercato borsistico bisogna dire che è molto più divertente di quello che può apparire. Invito le signore donne a vederne il lato ludico, giocoso. E' solo una grande partita di poker nella specialità Texas Hold'em. Fare qualche piccola scommessa può essere divertente. Almeno quanto aggirarsi per profumerie oppure correre per le Cascine. Però correre per le Cascine è più sano.

Le borse sono largamente e sicuramente imprevedibili, non diversamente da una smazzata di poker. Tutto il resto son chiacchiere. Tuttavia ciò non toglie che esistano diverse probabilità matematiche nelle varie combinazioni e strategie di gioco più o meno intelligenti. Sul lungo periodo è verosimile che i migliori abbiano alcuni vantaggi.

Una cosa che non bisogna mai scordare è che i SOLDI, nel senso che immaginiamo noi imbecilli amici della zolla, non esistono. Il vero denaro circolante, il cosiddetto M3 non è superiore al 15 % del totale. Tutto il resto è immateriale, non è legato a nessun parametro come tutti sanno (dopo la fine dei famosi accordi di Bretton Woods del 1944).  Le Banche Centrali (la FeD, la BCE, la Bank of England) sono società private che possono emettere, cioè creare denaro immateriale, come, quando, dove e nella misura che vogliono. Il motivo di certi atteggiamenti è strettamente legato all'economia, non a nessuna ricchezza che, nei fatti, semplicemente, non esiste. In linea teorica la BCE potrebbe immettere sul mercato 1.000.000 di miliardi di euro e donarli a ciascuno di noi.  Il motivo per cui non lo fa è semplicemente perchè non servirebbe a nulla.

Quando si dice che la borsa ha bruciato 180 miliardi di euro o simili si dice una cazzata. Infatti sarebbe come dire che siccome il prezzo della frutta è diminuito siamo tutti più poveri. Sono più poveri i venditori di frutta. Invece coloro che comprano possono arricchirsi. Non bisogna credere che la borsa misuri la "ricchezza", la borsa misura le aspettative, più o meno irrazionali, del parco buoi, cioè dei tantissimi e spesso stupidi compratori.  

 

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11/02/2008

Ho smesso di fumare da 9 mesi e 2 giorni, ma senza alcun risultato, se non economico. Nessun miglioramento delle performances di nessun tipo, frequenza cardiaca sempre troppo alta.

 

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10/02/2008

Ho il PC pieno di VIRUS e può darsi che per un po' questo blog debba forzatamente fermarsi, ma riprenderà....

Ho finito, in modo definitivo, e inviato per le stampe, "la vera storia di Marlon Nistri". Ho cambiato però l'inizio, in cui non è più riportato "elogio della fuga" di Henry Laborit (un neuroscienziato, un farrmacologo che si è occupato di psichiatria, scopritore delle capacità della clorpromazina), bensì la celeberrima parabola dei Talenti, Matteo, Cap. 25, versetti 11 - 19. Avrei voluto riportarla qui, ma non è possibile causa virus.

Il perchè è incomprensibile, tranne che leggendola mi viene regolarmente da piangere.

 

 

 

 

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08/02/2008

Ho vinto l'asta.

Un ambiente notevole ed interessante. C'erano cinque offerte. Uno dei tipi era uno di una agenzia immobiliare, quindi che gira sempre per questi luoghi. Un altro era uno strano faccendiere, accompagnato da un sedicente avvocato coi capelli lunghi e lisci, trentenne, dall'aria truffaldina, e da un signore coi baffi, sessantenne, anche lui dall'aspetto da immobiliarista (quindi persona ben poco affidabile). Un gruppetto di "esperti" immobiliaristi si accorda per tenere i prezzi bassi e poter spennare adeguatamente l'esecutato. Un mondo un po' particolare, che, all'apparenza, sembra proprio quello dei tristi truffatori della periferia. Io però ho fatta l'asta regolare.

 

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E' un'asta immobiliare. Si svolgerà fra 35 minuti. Bisognerà che vada!

Dopo però voglio fare un bel resoconto!

 

postato da potossolo alle 10:23 | link | commenti



07/02/2008

Domani parteciperò alla mia prima asta giudiziaria.

 

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Dunque il 13 e 14 aprile si vota. Saranno le prime elezioni per mio figlio Andrea.

Vediamo di fare una previsione: ci sarà un notevole e importante successo personale per Demente Mastella.  Questo in base ad una regola teologica: il male viene sempre ricompensato. Vedremo...

 

postato da potossolo alle 02:10 | link | commenti (6)



06/02/2008

Da ieri sono tornato astinente. Che palle! Astemio, vegetariano, non fumo, non uso hashish, quasi sempre impotente.

In 8 giorni di uso (modesto) di alcool ho preso 1.5 chili, mangiando pochissimo. Ricordatevelo: a bere si gonfia come maiali.

Bisogna organizzare una partita a Texas Hold'em. Così possiamo usare le fiche. Un uso lecito e, direi, divertente, casalingo, delle fiche. In america le fiche le chiamano chips,  che vuol dire patatine. Io preferisco le fiche alle patatine, Si usa mangiare chips and fish in USA. Si usa in USA! Fiche in inglese si pronuncia proprio come fish, cioè pesce (fritto e untuoso).

Oggi si lavora!

 

 

postato da potossolo alle 10:52 | link | commenti (2)



05/02/2008

Sono uno creativo. Eh si, questo me lo dico da me: sono creativo. Sono creativo, immaginifico quando scrivo, quando mi faccio le seghe, quando parlo, quando affascino le donne. E' proprio una mia natura o forse un vizio, C'è da dire che porta poco lontano perchè detesto la ripetitività, la tradizione mi stucca. Ricordate lo slogan: "solo ciò che è buono diventa tradizione", ebbene per me è l'opposto: "solo ciò che non è tradizione può essere buono". Questione di gusti. Mi piacerebbe tanto scrivere un monologo teatrale (in  verità l'ho pure fatto) e un libro (in verità l'ho pure fatto, ma l'editrice è scomparsa, credo sia a Santo Domingo a farsi trombare da quei negri che fingono di innamorarsi di te, però non è rientrata: o ha contratto lo scolo oppure ha finito tutti i soldi). Solo che non sono costante: scrivo due o tre battutine e poi lascio tutto. Non approfondisco, non sono professionale. Non ci lavoro. Appunto: non mi applico, non sono professionale,  sono solo creativo. E la creatività è breve: due, tre, quattro ore, mettiamo cinque, forse. Il tempo di una scopata super, come quando sei preso tanto tanto tanto. Capita di radissimo, ma quattro ore di seguito mi è capitato. Vedete? Non sono poi così umile! (sia ben chiaro che parlo di 35 o 40 anni fa!)
Quindi: mi piacerebbe che una grande attrice soave mi adottasse e mi facesse scrivere per lei qualcosa, chessò: un dramma storico, in costume medioevale, oppure un atto unico brillante, da recitarsi tutti nudi. Ma il massimo sarebbe qualcosa tipo "il bell'indifferente" di Jean Cocteau, che mi è sempre sembrato così creativo. Sarebbe bello riscrivere "il bell'indifferente" di Jean Cocteau lasciandolo del tutto uguale, ma rendendolo del tutto diverso, come dice Borges. Che meraviglia J.L. Borges! Ma anche DEmente Mastella è la dimostrazione vivente del kitsh, della maleducazione volgare e triviale portata sino al sublime. Lui si che è creativo, il Demente Mastella e tutto il gruppo di Ceppaloni, bisogna ammettere che c'è del vero genio creativo nello squallore totale, nella piattezza anche visiva, direi: bidimensionale, del Demente Mastella e di CEPPALONI. Ceppaloni è effettivamente creativo!
W tutti i Ceppaloni d'Italia.
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04/02/2008

(ci troviamo nei pressi di Firenze dove una piccola e scalcinata troupe cinematografica sta tentando di girare un documentario sulle bellezze di Monte Morello intitolato: Bellezze dietro casa.)

In una stanza squallida il protagonista Lele, interpretato dal grande Marlon Nistri, annunciatore di infimo livello, guarda un PC.

Voce fuori campo: “non occorre andare nella jungla o nell’Africa equatoriale per assaporare il fascino della natura. E non solo nei grandi musei, nelle pinacoteche e nelle città d’arte si può assaporare il piacere della bellezza artistica o paesaggistica. A volte basta assaporare accanto a noi…”.

Lele scopre di essere stato lasciato dalla sua fidanzata, la cinquantenne Wanda. Si deprime, poggiando la mano sulla fronte e accenna a un pianto sommesso. Ma non lo fa. E’ un duro, ma ce l’ha piccolo. Così ha scritto Wanda nella e-mail di addio. Arriva improvvisamente il cameraman Dario Fuffolo, che dice: “ ti ho portato da leggere il Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana di Emanuele Repetti …”. Legge la mail di Wanda. Ride e ride. Accenno di rabbia da parte di Lele. Dario dice: “non dirò nulla a nessuno, stai tranquillo, che ce l’hai piccinino”. Esce. Lele medita in silenzio.  Dissolvenza.

(fuori piove. Si ode uno sparo. Lele sa che è il momento di andare, ma indugia.)

Dal bagno esce una donna e dice: “non ti sopporto più, da quando stiamo insieme mi girano i coglioni”. Lele:”devo andare, mi dispiace”. Donna:”se esci da quella porta non mi rivedrai mai più”. Lele:”sarà quel che sarà”. Esce nel buio. Si ode un secondo sparo. Lele dice: “questa è Las Vegas, Nevada; qui non si scherza”. Carica la pistola, entra nella gigantesca Cadillac anni ’50 e parte sgommando via nell’oscurità. Dissolvenza.

(siamo al Roxy bar. Il locale è semi vuoto, solo pochi clienti. Stanno bevendo del wischi al Roxy bar, come di consueto.)

Entra un uomo incappucciato, Si siede al bancone e ordina una camomilla, che però non gli danno. Il barista dice: “qui siamo al Roxy bar, si serve solo wischi, stronzo!”. Lele si toglie lentamente il cappuccio, poi i guanti, poi gli scarponi, i calzini, la tuta da operaio tessile, poi il reggiseno e gli occhiali viola. Dice: “tu non sai chi sono io”.”Invece lo so: tu sei Lele, l’ex fidanzato di Wanda, quello che ce l’ha piccinino!”. “come fai a saperlo?” dice Lele seminudo, solo con le mutandine nere di Armani.  Il barman è enorme, muscolosissimo e molto, molto sporco e scuro, forse negro. Lo sovrasta e dice:”io sono il marito di Wanda” con tono austero e cavernoso, molto lentamente, scandendo bene le parole. Lele:”ma io sono un duro, non mi fai paura”, ma ha molta paura. Trema vistosamente, piagnucola. Il barman nero lo cinge coi bracci e con le gambe.

Entra Wanda. Wanda ha 50 anni e un pessimo carattere. Canta “nessun dorma” accompagnata da tutta la grande orchestra sinfonica Wiener Philarmoniker insieme a Luciano Pavarotti, Luciano Moggi, Luciano Ligabue, Alessandro Bini, Bruno Magrini e Piero Pelù, con i Subsonica agli effetti speciali. La storia si trasforma in un musical in stile americano, anzi: hollywoodiano anni ’80, ma in bianco e nero. Dissolvenza. Fine della sceneggiatura.”

“bello” disse Genio Ge “questo è cinema!”

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Anonimo dove sei? Che fai?

 

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dedicata all'anonimo

Ultimamente leggo "come si legge il Sole 24 Ore" e scrivo raccontini, che mi vengono pure bene. Uno l'ho scritto sulla pesca, ma qui non lo voglio mettere, sennò è tutto un doppione.

Il mio best setter "la vera storia di Marlon Nistri" è in mano al correttore di sbronze: la bellissima Esse. E' piaciuto alla soave Elena e questo mi ha fatto molto piacere. L'editrice è semplicemente scomparsa, come si conviene, ma tanto non gli ho dato un euro...

Allora stasera volevo dire del vizio del bere.  E' una cosa molto comune, questo lo si sa. Quello che magari uno non capisce è come funzioni, se non l'ha provato. E allora glielo spiego io. Intanto l'alcool è una buona cosa: da' una piacevole sensazione, come tutti sappiamo da circa 6.000 anni. Ognuno poi se la gioca, la piacevole sensazione, a modo suo. Per esempio: può servire a farsi finalmente una trombata, oppure può servire a fare una notte di sonno (ma è un sonno diverso: una specie di ibernazione), oppure può servire per essere finalmente simpatico e sciolto e dire ciò che sia ha in mente da anni e anni. Può anche non servire a nulla di tutto questo, perchè l'alcool funziona di per se', anche in perfetta solitudine, senza dover fare o dire nulla e anche se non si ha alcuna sofferenza. Non è necessario dover dimenticare nulla. Semplicemente l'alcool mette fuori gioco una parte della mente (quale non saprei bene), una parte assolutamente noiosa, ripetitiva, castrante, maligna e ossessiva. Direi che è quella parte che è massimamente rappresentata nel nord Italia e nel nord Europa, che qui vediamo rappresentata, per esempio, in certi blog, come quello di SpIn. Una ricerca puntuale, pervasiva del modo di massacrarsi la vita, certo con modalità costruttivamente intelligenti. Comunque l'alcool funziona! Il problema è che si beve praticamente SEMPRE troppo, proprio per il motivo di cui sopra.

E' altrettanto ovvio che l'alcool, alle dose piacevoli, fa MALE. Fa bene se invece lo si assume a dosi così piccole che non si prova nulla. Il principio è sempre lo stesso (un principio così generale da potersi dire divino): tutto ciò che è piacevole fa MALE, tutto ciò che sgradevole fa BENE. Così: se vi facesse schifo la cioccolata state certi che essa vi gioverebbe alla salute e vi farebbe dimagrire.

Se uno si prende una briaca ogni tanto, secondo l'uso nordico, il danno è modesto. Modesto, ma non nullo, visti gli incidenti, le risse, i reati, i malori, ecc. ecc. Ma è comunque una cosa abbastanza limitata.  E' un bere sociale, che va molto di moda, ma a me non ha mai interessato. Alla larga dalla società, in ogni suo aspetto!

Il problema sorge, invece, se bevi per stare bene. Siamo sempre soli, in pratica, e quindi vuol dire che bevi da solo. Qui cominciano i problemi. La cosa sfugge di mano sicuramente e senza scampo. E' un fenomeno biologico, non c'è rimedio. In poco tempo, in pochissimo tempo, diventi una larvettima penosa. E qui c'è il punto più interessante.

Com'è che non si riesce a fermare il meccanismo? In fondo basterebbe, con un po' di esperienza, mantenere l'alcolemia ai giusti livelli. Invece no, non funziona così. Nel momento stesso che sorseggi il bicchiere di alcool, in quel preciso momento, in cui l'alcool comincia a fare sentire il suo calore (l'effetto psicologico segue di qualche minuto), dico: già in quel momento, pensi a come procurarti il prossimo bicchiere. Evidentemente la cosa sta all'interno della scatola cranica, ed è anche abbastanza sganciata dai meccanismi relati ai puri effetti farmacologici.  E' un bel giochino neurologico.

E' difficile uscirne perchè nel momento stesso in cui DECIDI di non bere, e quindi pensi al bere, sei già fatto e strafatto. Non hai che pochissime possibilità di resistere alla tentazione e io credo che ben pochi ce la facciano (ma il mondo è vario: ci sarà sicuramente qualcuno che ci riesce).  Il modo con cui generalmente si smette di bere è il solito meccanismo UMANO. Si finisce una cosa sbagliata per farne un'altra! Stupendo. Così si smette di bere per assumere eroina, oppure un'altra droga ed in generale benzodiazepine a tutto dosaggio. Oppure perchè ci si innamora a bbestia e si diventa ubriachi di una donna (o di un uomo), oppure perchè si diventa dipendenti del terrore (a volte succede che ti dicano che hai una grave malattia, ma funziona meno di quanto si potrebbe credere).  Oppure ti mettono in galera oppure ti cacci in tali casini che il cervello,quasi magicamente, ti si ripulisce NON dall'alcool, ma dal pensiero dell'alcool e allora smettere è così banale che uno si chiede: era tutto così semplice?

Si, era tutto così semplice.

 

 

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03/02/2008

Il potere che oggi si trova nelle mani delle grandi banche è quasi infinito, ma ci si accorge che i controlli e le norme a cui devono sottostare sono invece un po’ all’acqua di rose. E i massimi dirigenti di queste banche, protetti da contratti di ferro, rischiano i sodi degli altri come se fossero ragazzotti in gita a Las Vegas. Se va bene, si prendono un po’ di stock options in più. Se va male, incassano liquidazioni da 100 miliardi e oltre. E se ne vanno. Magari a aprire un hedge fund, con cui ricominciare a giocare. (dal blog di Giuseppe Turani)

Nonostante ciò che si legge sui giornali i problemi el governo italiano sono di modesta importanza. Certo il fatto che torni un personaggio come Berlusconi al governo (cioè una persona profondamente, intimamente, completamente e irrimediabilmente disonesta) è una cosa che fa male all'apparato intestinale. Ma non è questo che cambierà la nostra piccola vita. Ci penseranno assai di più le banche che ci circondanno e ci assediano dappertutto, i veri padroni di tutto (anche delle nostre vite).

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02/02/2008

Mario accompagnandomi fuori, domenica scorsa, mi diceva che ora, uomo vecchio, sentiva gli odori, era attento al tempo, ai colori, ecc. ecc. Mi ha guardato e mi ha detto: quando avevo la sua età (quella di Andrea) io pensavo a una sola cosa. E ha fatto il segno della fica con le dita che si è messo sulla fronte.
Eh si: una vita piena, tutta fitta di ricordi che, nella prima parte, ha avuto un unico denominatore: la fica.
Andrea apparentemente è alieno da questo argomento. Ne parla con la stessa emozione di quando racconta di economia aziendale e non lo fa quasi mai (di parlare di economia aziendale). Mah! Forse è solo molto riservato, e fa molto bene. Da lui non si sa nulla di nulla. Io non so nulla.
E, nel mezzo ci sono io. A vedermi con gli occhi dei miei parenti, di Mario per esempio, devo apparire proprio come Andrea. Io non parlo MAI, in nessun modo e in nessuna maniera, di donne. Ovviamente non sa, Mario, che ho una fidanzata. Quindi posso essere, per lui, un clone di Andrea. E forse Andrea è davvero un clone mio, anche se lui è un ciuco a scuola (ma non un bischero) mentre io me la cavavo (ma non ero bravo).  E invece la fica è stata una cosa importante anche per me. Certo io non ho mai avuto quel compiacimento, nello stile di questi uomini nati prima del 1950, questi uomini in cui si avverte proprio il vanto, l'orgoglio, la tracotanza del cazzo (perchè è più orgoglio del cazzo che amore per la fica, secondo me). Io la fica l'ho vissuta essenzialmente in modo intimistico, attraverso il pensiero, la fantasia, il sogno. Direi: il modo con cui Fellini descrive la fica, in senso ampio. Non è solo la masturbazione, che è stata ed è il modo essenziale, principale con cui ho vissuto, immaginato, abbracciato e avvolto la fica, ma proprio il modo con cui entrarci in contatto. La fica reale, quella del gesto delle dita di Mario, mi è estranea, non la conosco. Forse è così anche per Andrea. Chissà. Magari fra 20 anni me lo dirà, o forse no.
Certo le donne che mi conoscono e mi hanno conosciuto hanno avvertito, io credo, questa cosa. Questo "sentire" che la loro fica, quella vera, che pure è bella, profumata, importante e liscia, una cosa che mi piace, non è però la VERA fica, quella con cui vado a dormire la sera, e che alberga esclusivamente nella mia testa.
 
postato da potossolo alle 08:14 | link | commenti (7)



01/02/2008

Fare il medico vero è ganzo.

Mio figlio ha un giradito, cioè quella infezione intorno all'unghia di una mano. Si gonfia, c'è un po' di pus, fa male. Proseguendo il pus passa sotto l'unghia, che cade, e per questo popolarmente la cosa vien detta giradita. E' l'analogo dell'unghia incarnita del ditone del piede.

Così l'ho inciso col bisturi, medicato e prescritto antibiotici per via orale. Tutto ciò è bello.

Invece io ascolto o gente con il cervello sfatto (ma che non ha idea di avere il cervello sfatto) oppure gente che non ha un cazzo di nulla, ma vuole lamentarsi (inutilmente).  E' proprio un lavoro assolutamente inutile. Però mi piace. Un po' come fare l'insegnante di latino.

Riguardo ai gruppi di auto aiuto debbo dire che sono un discreto esperto. Ho partecipato per 6 anni consecutivi ad uno di essi, ne ho fondati altri 2, di cui uno funziona tuttora (sono stato a trovare le signore subito prima di Natale). Volevo fondare anche un terzo gruppo (il progetto PATOS) poi ho avuto una crisi individuale ("ma allora sei proprio scemo nell'animo interno"  una vocina mi ha detto) e ho abbozzato. Sono convinto che non aver fatto quest'ultima cosa mi porterà fortuna.

Non bisogna però mitizzare questi gruppi, che hanno un loro pubblico. Diciamo questo: possono essere utili, specialmente dal lato umano (un po' come la stessa psichiatria).  Le cose poi vanno esattamente come il Demonio ha stabilito. Ed è pure giusto. Con tutto questo io consiglio di partecipare, ma senza sperare di risolvere i propri problemi.

Domani i cari figli partono per St. Moritz,  a sciare con la loro madre.

 

 

postato da potossolo alle 23:54 | link | commenti (4)






Cucimi una storia addosso Un'altra non la mia che mi stia bene però pur non raccontando di me che mi calzi a pennello e mi reinventi che mi stupisca io stessa di come sarei potuta essere