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*** potossolo ***

19/06/2009

Vengo da una famiglia benestante e religiosa da tre generazioni.

Alcune persone di questa mia famiglia erano o sono religiose nel senso migliore del termine: mia madre e le mie sorelle. Gli altri, e specialmente mio padre, della religione capivano solo il nocciolo, che però è vero, cioè uno strumento per conservare il potere. Un potente strumento di conservazione e di garanzia delle regole. Uno strumento antichissimo e molto, molto funzionante. L'elemosina, la carità, la messa. Avete notato? Anche gli atei sono contenti che i loro figli, da giovani, frequentino la Chiesa. E' logico: chi va regolarmente ad assistere ad un rito vuoto ed inutile, soropassato e senza alcun senso, per decenni, vuol dire che è sempre disposto all'obbedienza. Non è poco.

Lo posso dire io, che sono sempre stato disposto all'obbedienza. La Chiesa Cattolica però è veramente un cumulo di merda. Senza offesa, eh?

 

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16/06/2009

Scrivo sempre di meno. E' inevitabile. E' un blog.

Mi dispiace però perdere i contatti, e l'amicizia, di Penna, Mafalda, Spezzainc., Lillà, Fante, Elenù e la bellissima Esse, Cinas, Scantini, Perci, Viviana, Sbt_Al_Rm, Galeandro ed i Pigri e tutti gli altri, simpatici e bravi. Venite a trovarmi, se potete. Venite qui a Firenze ed io provo ad ospitarvi, e vi porto in giro per la vecchia città e per il Chianti.

 

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09/06/2009

Ma chi comanda nel Mondo?

I politici, i ricchi? I politici ricchi?  Secondo gli autori dei libri sotto rappresentati comanda una ristretta elite finanziaria, una oligarchia che va oltre la politica e le stesse istituzioni nazionali ed internazionali. Sono loro che determinano le sorti delle nazioni ed anche le nostre. Sono loro che modificano, plasmano, modificano le nostre idee ed anche i nostri gusti. La democrazia non esiste e non può esistere.

Che la democrazia sia, per la gran parte, una utopia, lo credo anche io. Ma non credo neppure nella oligarchia finanziaria. Non c'è nessuno, secondo me, che comanda sopra tutti. Ognuno è parte, piccola o grande, del sistema e nessuno è davvero libero. E se nessuno è davvero libero come può fare a programmare l'informazione del Mondo?

 

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30/05/2009

 

 

 

 

 

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26/05/2009

Non potrò mai fare il Responsabile, il Primario, il Capo. Non fa parte dei miei mezzi, come dicono i ciclisti (uno che va forte in salita non può partecipare agli sprint).  Ho troppa paura degli altri, da sempre.

Ciò premesso, è anche vero che ci vuole stomaco per affrontare una carriera del genere. E tutto questo per pochi spiccioli. Infatti un Responsabile, almeno nella psichiatria da me, guadagna a stento 100 o 200 euri in più. Lo fa solo per sete di potere oppure per normale ambizione. Sarà la storia della volpe e l'uva, ma io non ci ambisco e non ci ambietti mai.

Occorre partecipare a cordate, club, lobby, gruppi, andare a cene e riunioni, congressi inutili, chiedere e dare in cambio, stare sempre con le spalle ben coperte. Non sono adatto.  Sono anche un po' vigliacco.

Non li invidio, credo (ma nell'inconscio, chissa?).

 

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23/05/2009

Si presentava agli incontri con i vertici di Asl e Società della salute con il suo stile pacato. Sorriso suadente, voce rilassata e un registratore nel taschino. Per un anno e mezzo ha documentato quelle che secondo lui erano pressioni per allontanarlo del vertice della psichiatria fiorentina. Ora che è stato rimosso davvero ha prima fatto un ricorso al Tar contro la decisione dell'azienda, poi, ieri, ha presentato un esposto in procura con allegate due conversazioni del 2008, con l'allora direttore della Società della salute Lucetta Tre Re e con il direttore sanitario della Asl Luigi Tosi. Vuole provare che c'è stato almeno l'abuso d'ufficio.

Paolo Rossi Prodi va alla guerra contro l'azienda sanitaria e non solo. Accusa la politica, in particolare l'assessore alla salute di Palazzo Vecchio Graziano Cioni di aver esercitato pressioni per farlo allontanare e sostituire con un collega, Sandro Domenichetti, e i funzionari di aver eseguito. L'avvicendamento è del primo maggio scorso, motivato con una riorganizzazione del sistema, gestito in modo non adeguato secondo la Asl. Ad assistere Rossi Prodi sono gli avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo.

 

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20/05/2009

Berlusconi come Alberto Sordi: l'anima della nazione plebea, ma detto anche nel senso di popolare, vitale, ignorante. Io credo che ci sarà un modesto calo di gradimento, ma nulla di più. Il fatto che il Berlusca sia un disonesto (che peraltro già si sapeva da anni) può far solo piacere a certa classe italiana (come per esempio i miei parenti). Se fosse vivo mio babbo lo adorerebbe e d'altra parte ci sono molti che lo fanno già.

W Berlusconi

 

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15/05/2009

Sino ad oggi, per quanto a mia conoscenza, non c'è nessun motivo per giustificare ne' l'ottimismo delle borse mondiali, ne' quello di Berlusconi. Il dato positivo è proprio la risalita borsistica, che mi pare si alimenti da se. Per quel che riguarda Berlusconi, ha ragione nel dire che si tratta di crisi "psicologiche" e proprio tali sono le ragioni del suo indubbio successo, oltre, beninteso, al controllo totale sull'informazione.

Mi pare che nessun leader che abbia rigidamente controllato l'informazione sia stato mai battuto, ma solo abbattuto. Così credo che ci dovremo tenere il Berlusconi sino alla morte.

L'ottimismo di cui si sente parlare e scrivere in giro è di tipo "psicologico" ed è probabile che sia abilmente pilotato. Tra l'altro costa molto, molto meno dei salvataggi economici.

In termini tecnici si parla di "rally" ed è quindi assai probabile che si assista ad un nuovo tuffo. Staremo a vedere ...

 

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12/05/2009

Eh si, compio cinquantatrè anni.

C'è una certa dose di sorpresa. Sono proprio io che compio cinquantatrè anni? Si, non c'è dubbio, se è vero che sono nato il 12 maggio del '56. D'altra parte se mi chiedevano la mia età io rispondevo, sino a ieri, cinquadue anni, sicchè è molto probabile che oggi io compia proprio cinquantatrè anni. Aggiungo che i miei ricordi, per quanto frammentarii e talvoltà modesti ed inadeguati, non creano problemi in questo senso. Ricordo di essermi laurato a ventisei anni, molti anni fa, anzi: moltissimi. Mi sono sposato a ventotto anni, sono stato assunto con contratto indeterminato (erano altri tempi) a trentuno anni, ho avuto la seconda figlia a quaranta anni (quasi quarantuno), sono scappato di casa a quarantasei, ho compiuto cinquanta anni nel deserto del Marocco tre anni fa. Non c'è dubbio: ho cinquantatrè anni.

Che tristezza!

Eppure, dentro di me, pur sapendo di essere un quasi vecchio da sempre, mi pare di avere trentatrè o trentaquattro anni.

Devo andare al funerale di Riccardo.

 

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11/05/2009

Domani è il mio compleanno. Lo passerò al funerale.

 

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09/05/2009

Mi sembra di non provare alcuna emozione.

 

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08/05/2009

24 ore fa mio cognato è stato ucciso da un pazzo

 

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07/05/2009

Sto per compiere 53 anni.

Da 0 a 19 anni è stato un periodo di costante ed uniforme terrore.

Da 20 a 26 anni un momento di riscossa. *

Da 28 a 35 anni un periodo di realizzazioni.

da 36  a 44 anni un lungo incubo.

Da 45 a 51 anni la stabilizzazione.

E ora?

 

* a 27 anni ho fatto 15 disastrosi mesi di militare, una cosa a se stante.

 

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02/05/2009

Trapiantati 6 pomodori, 4 zucchini, 36 insalate, prezzemolo, agli.

 

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27/04/2009

Un orto di 12 metri quadrati

 

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26/04/2009

Da tempo non guardo più la TV. Direi da circa 7 anni. Leggo poco anche i giornali, esclusivamente on-line. Me ne sbatto in modo assoluto di calcio e sport.

Leggo libri, guardo roba pornografica. Conosco un po', ma non molto, di stampa alternativa.

E' abbastanza facile constatare come tutta l'informazione è strettamente controllata. D'altra parte non potrebbe essere diversamente. Chi compra giornali in perdita non lo fa per amore della cultura. Chi si scanna per il controllo della RAI non lo fa solo per piazzare troie.

E' pure vero che esiste la rete, come dice il Grillo, ed è pure vero che nessuno può convincere tutti che un ciuco vola. Rimarrà sempre una minoranza di disadattati, ribelli o bizzarri che rimane fuori. Ma per gli altri i giochi sono già fatti. E' pure vero che non si tratta di novità. Il controllo esiste da sempre. E' solo cambiato il modo e la scientificità del metodo.

Leggere un po' di Economia è utile. Non per investire meglio i propri risparmi (per quello è tempo perso), ma per poter verificare la malafede dei giornalisti oppure la loro totale incapacità.

 

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21/04/2009

Quando studiavo psichiatria io, tanti anni fa, si leggeva che c'erano sintomi o segni tipici delle malattie psichiatriche, almeno quelle gravi, le psicosi in genere, e la schizofrenia in particolare.

Tali sintomi, effettivamente assai insoliti, sono detti sintomi schneideriani di I rango, da un tal Schneider, psichiatra tedesco della scuola di Heidelberg, che li descrisse nel dopoguerra in un famoso libriccino, psicopatologia clinica, tradotto in Italiano molti anni dopo da Bruno Callieri. Per esempio: udire voci che commentano i propri gesti o i propri pensieri oppure voci che parlano a noi in terza persona sono sintomi di primo rango. Non capitano a tutti i tutti i giorni. Ne derivava la teoria, molto importante, che chiunque riferisse con chiarezza di udire voci che si rivolgevano a lui in terza persona ("E' una gran troia, è un finocchio") fosse affetto da schizofrenia, anche se poi il significato di tali sintomi rimaneva oscuro, se non aveva un disturbo organico conclamato. C'era il cosiddetto principio gerarchico. Schneider non fece mai il ricercatore nel senso moderno del termine. Vedeva molti pazienti e scrisse semplicemente (e brevemente) ciò che lui pensava: quando io vedo un soggetto che chiaramente mostra sintomi di primo rango, in assenza di disturbi organici, allora, in tutta umilità (cosi si esprimeva la grandezza dell'uomo) io parlo di schizofrenia.

Gli hanno creduto tutti, americani compresi. Ed aveva assolutamente torto.

Successivamente si è appurato che tali sintomi non sono patognomonici di schizofrenia, in quanto in tutte le psicosi, di tutti i tipi, possono verificarsi.

Ancora successivamente si appurato che fenomeni simili, anche se magari meno chiari e netti, ed in modo incostante, si possono verificare in quasi tutti i soggetti, compresi quelli perfettamente (apparentemente) sani.

Questo per dire che il confine fra sanità e malattia, discutibilissimo ed opinabile in psichiatria, si è ulteriormente reso flebile ed opaco. Ci sono fenomeni che tramutano, cambiano e si trasformano, più o meno velocemente, in altri. In alcuni casi gli esiti sono palesemente disastrosi.

Parlare oggi di schizofrenia non significa quasi più nulla.

 

 

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20/04/2009

vero ammore

(In Napoli where love is King, when boy meets girl, here's what they say)

When the moon hits your eye like a big-a pizza pie
That's amore
When the world seems to shine like you've had too much wine
That's amore

Bells'll ring ting-a-ling-a-ling, ting-a-ling-a-ling
And you'll sing \"Vita bella\"
Hearts'll play tippi-tippi-tay, tippi-tippi-tay

Like a gay tarantella

When the stars make you drool joost-a like pasta fazool
That's amore
When you dance down the street with a cloud at your feet, you're in love
When you walk in a dream but you know you're not dreamin', signore
'scusa me, but you see, back in old Napoli, that's amore


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19/04/2009

Ho letto da qualche parte che il numero dei termini per definire qualcosa di bello, buono, positivo o felice è circa un quarto dei termini per definire qualcosa di brutto, cattivo, negativo o infelice, e questo in tutte le lingue esistenti.

Il numero degli episodi depressivi è circa quattro volte maggiore degli episodi maniacali nell'ambito di un comune disturbo bipolare, in media.

Personalente credo che vi siano circa 4 mesi cattivi ogni mese buono oppure 4 giorni negativi ogni giorno sereno o anche 4 ore cupe ogni ora felice. In questo appare l'aspetto di un frattale.

Il motivo sta nel fatto che il nostro cervello è costituito per avvisarci e notare le cose pericolose e negative, mentre trascura, ignora le cose positive, specialmente se attese.

Quindi i cicli che avvengono sono apparentemente sbilenchi. Ma è solo apparenza: i cicli sono abbastanza ben costruiti, anche se non regolarissimi, ma noi li osserviamo in modo deforme.

 

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17/04/2009

           Venerdì  17

 

 

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Cucimi una storia addosso Un'altra non la mia che mi stia bene però pur non raccontando di me che mi calzi a pennello e mi reinventi che mi stupisca io stessa di come sarei potuta essere